sabato 25 luglio 2026

La medaglia


La medaglia
Viaggiatore nella terra dell'utopia, 
con lo zaino pieno di cioè e di se,
ho macchiato le mie mani
di arroganza. 

Indossando maschere di forza
ho passeggiato tra le rovine dei sogni, 
svicolando dall'abisso
per fortuito caso. 

Innalzandomi a Dio
ho indirizzato vite
senza capire
la folle inutilità del gesto. 

Siamo tutti padri inconsapevoli
di figli che abbiamo innaffiato
con errori o chimere, 
giocando partite a scacchi
essendo solo pedoni. 

Voli e cadute 
sono divisi da un flebile confine, 
basta così poco
e abisso e paradiso
si scambiano di posto. 

Che bizzarria è la vita. 
Basta una piccola parola, 
un piccolo gesto
e tutto cambia. 

Che barzelletta è la vita. 
Quando ridendo
comprendi
che il creatore e il distruttore
sono le facce
della stessa medaglia. 

P.C. 01/25

giovedì 16 luglio 2026

Solo



Solo
Per tempi immemori
ho percorso strade solitarie:
per compagnia
pensieri attorcigliati
e fogli di carta ripieni di parole.
Ho scalato immaginarie montagne
a mani nude, 
senza appigli per salvarmi;
lunghe camminate
con gli occhi che predavano, 
cercando sponde
che non vedevo. 
Per ogni bagno nel buio
scintille di luce mi si incollavano addosso:
nel tempo dei semi che crescono
la mia larva si nutriva di sogni. 

Solo, ho annusato. 

Solo, ho imparato.

Solo, ho mosso le mani
come se fossero ali. 

E nel tempo dei fiori che sbocciano
ho iniziato a volare.

P.C. 02/25

lunedì 13 luglio 2026

Nella mia biblioteca: Nazim Hikmet

Le poesie di Nazim Hikmet

Può darsi

Può darsi che io
non arrivi
a un certo giorno,
può darsi
che penzolando a un capo del ponte
lascerò cadere la mia ombra sull'asfalto...
E può darsi
che, anche dopo
quel certo giorno,
io sia ancora In vita
irsuto di bianco pelo...
Se sarò vivo
dopo quel certo giorno,
appoggiandomi ai muri
per la periferia della città
suonerò il violino e canterò una canzone
ai vecchi, intorno a me,
che, come me, saranno
sopravvissuti all'ultima battaglia.
E dovunque volgerò l'occhio,
tutto sarà allegro, splendido,
e la sera stupenda,
e ascolterò il passo di gente nuova
che intona nuove canzoni.

martedì 7 luglio 2026

Mi sono perso


Mi sono perso

Mi sono perso

nel battito delle tue ciglia, 
nell'accenno del tuo sorriso, 
nei tuoi timori e nelle tue fughe, 
nelle lacrime improvvise, 
nei gemiti che aumentano, 
nel vento che ti accarezza, 
nelle mani che si stringono, 
nella voce che risponde, 
nei sì e nei no che s'inseguono, 
nel dolore e nel rimpianto, 
nel corpo che cresce, 
nel corpo che cambia.

Mi sono perso nei tuoi occhi. 

E nei tuoi occhi 
mi sono ritrovato. 

P.C. 02/25

giovedì 18 giugno 2026

La Tela, Dardi e Brucia


Lucio Fontana


La Tela
Perso dentro le mie fragilità
mi trastullo nel compatirmi. 
È così facile oziare
nella commiserazione, 
riempirsi i pensieri 
di rimproveri
e ipotesi.
Figli di errori
e intuizioni
barcolliamo
in questa farsa
con il finale già scritto, 
intrappolati da molteplici maschere
ridicole e logore. 
Lo schizzo geniale s'è perso
e la tela è poggiata a terra, 
invischiata tra
l'ovvio e il trantran. 
Serve la ramazza
che tolga ragnatele, 
scorie di vita, 
cicatrici, 
ripulire il pennello, 
ritrovare i colori
e, insieme a un pizzico di follia, 
ricominciare a dipingere.

Dardi
Dardi avvelenati, 
alcuni impossibili da evitare, 
altri che arrivano 
da dove non t'aspetti.
Ti entrano in testa
e ti infettano il futuro, 
hanno la potenza
di aprirti gli occhi
dandoti nuove visioni. 
Ti strappano il cuore, 
deviando la tua strada
alla ricerca di un nuovo centro, 
un nuovo orizzonte 
da disegnare. 
Sono maestri inconsapevoli, 
che non avresti voluto incontrare, 
severi e implacabili, 
dalla voce poderosa
che non puoi non ascoltare. 
Sono morti
col sapore di vita, 
cicatrici che tatuano l'anima, 
messaggi alla tua presunzione, 
ai piedistalli che ti sei creato. 
Dardi avvelenati
che non puoi dimenticare, 
pulsano nei ricordi, 
tracciano strade che prudono, 
che ti fanno cadere
e poi risalire. 
E tu, 
forgiato nel fuoco, 
risorgi. 

Brucia! 
Brucia! 
Attizza la brace per rinvigorire il talento, 
soffia sul fuoco delle tue passioni, 
infiamma l'invisibile per rivelarlo, 
incendia i tuoi dogmi per farli svanire. 
Brucia l'architrave che ti credi d'essere, 
le tue paure e le tue banalità. 
Afferra il tizzone acceso e dai luce
al buio che ti opprime. 

Brucia! 
Brucia i tradimenti e i segreti nell'armadio, 
Brucia le frasi incise nella carne e nei pensieri, 
Brucia le cime e le radici, 
le sconfitte e le vittorie, 
Brucia le spirali a cui ti avviti, 
Brucia i giudizi tuoi e degli altri, 
Brucia le tue morti e le tue resurrezioni. 

Brucia Dio e rendilo uomo.

P.C. 01/25

venerdì 12 giugno 2026

Incolti fiori

Incolti fiori
Le parole non dette
ti parlano, 
con sussurri graffianti
ti ricordano chi sei. 
Incagliate sui tuoi passi titubanti
sono come rivoli d'aceto
che infiammano i tuoi ricordi.
Hanno sapore di rimpianto, 
di promesse mancate,
sono pietre che segnano il cammino
rotolando nel tuo presente. 
Sono i se che svolazzano
nei tuoi pensieri
irridendo i falsi idoli edificati.
Per ogni confine non valicato, 
per ogni pianeta non visitato, 
per ogni fiore non colto, 
i mille te possibili
rumoreggiano
e t'interrogano. 
Hanno la dirompente forza 
di ció che non può essere cambiato, 
ti raccontano chi potevi essere, 
ti raccontano chi sei. 

P.C. 01/01/25

martedì 2 giugno 2026

Ribolle, la campana

Edouard Manet

Ribolle
In me
il ribelle ribolle
cercando strade
per eruttare.
Sento le onde
delle mie contraddizioni
arrivare
per travolgermi.
Le belle parole 
dette o sentite
sanno di fiele,
straniero in terra straniera 
ti guardi col senno di poi
e sorridi
delle tue folli passioni 
e delle tue sciocche verità. 

Ribolle il ribelle
cercando l'amore, 
i duelli, 
l'onor. 
Ma quant'è bello
perdersi
dietro a folli passioni 
e sciocche verità?
P.C. 01/25

La campana
Din Don! 
Din Don! 
La campana suona. 
Per i giusti e per gli sbagliati, 
per i pii e per i dannati, 
per i troppo furbi e per i cretini di ogni età, 
per i vigliacchi e per gli eroi, 
per i saggi e per gli ignoranti, 
per gli onesti e per i traditori, 
per chi ama e per chi odia, 
per chi combatte e per chi scappa, 
per chi ha in mano la verità 
e per chi si sente una nullità, 
per gli idealisti e per i menefreghisti, 
per ogni grande o piccola vittoria
e per ogni grande o piccola sconfitta, 
per gli artisti e i disfattisti, 
per gli illuminati e per gli spenti, 
per chi si sente padrone
e per chi si pensa schiavo, 
per tutti gli dei creati
e per tutti i demoni inventati, 
per questo pianeta e per i suoi ospiti turbolenti e funesti. 

Din Don! 
Din Don! 
Suona la campana. 
Non chiedere per chi suona la campana... 
... e il cielo è sempre più blu.
P.C. 01/25

domenica 24 maggio 2026

Il giudice


Il giudice
Mi arrampico sugli specchi
cercando alibi
che abbiano un senso. 
Ne invento di nuovi, 
ne rispolvero di vecchi,
balbetto accampando scuse, 
scalpito svicolando tra le accuse.
I se sparsi sul mio cammino
sono logorati dal tempo, 
stridono di falsità 
e d'ipocrisia. 
Gli errori sotterrati
sotto cumuli di parole
brontolano sempre più forte
anche se fingo di non sentirli. 
Scorie di una vita vissuta a metà 
intasano i pensieri
oscurando il futuro.
Le scelte fatte chiedono il conto
illuminando di rimpianti
paesaggi incompiuti. 
Il giudice mi guarda, 
mi scruta, 
sorridendo della paura che mi incute.
Pieno fino all'orlo di dubbi
cerco negli occhi del giudice 
salvezze che non esistono, 
improbabili vie di fuga. 
I suoi occhi li conosco, 
il suo cuore lo conosco, 
conosco ogni suo singolo respiro, 
ogni sua virgola ed ogni suo punto esclamativo. 
Perchè ho i suoi stessi occhi, 
il suo stesso cuore, 
il suo stesso respiro, 
le sue stesse virgole
e i suoi stessi punti esclamativi. 

P.C. 01/25

venerdì 15 maggio 2026

Salici piangenti, querce secolari


Salici piangienti, querce secolari
Appoggiato sul palco
il baule con i costumi di scena, 
l'attore, 
per una volta ancora, 
lo apre.
Trucchi e maschere
saltano fuori, 
sorrisi e sberleffi
insieme a lacrime disegnate
e urli camuffati. 
Quanti ruoli e quanti spettacoli, 
pieni di rumori  e di colori, 
alcuni strappano applausi, 
altri sommersi da fischi.
Dipinto con colori di guerra
per battaglie mai combattute, 
trasformato sotto pelli diverse
in parti che non avrebbe mai voluto. 
Quante storie sensa senso recitate?
Quante terre visitate
senza aver mai veramente viaggiato? 
Prigioniero di recite senza soggetto, 
uno, nessuno e centomila, 
invischiato in eterne pantomime, 
tolte le maschere
ha perso chi è. 
Dentro questo ballo scatenato
si affolano figli, padri, mariti, amici, ribelli, succubi, artisti, saltimbanchi, sognatori, 
saggi, poeti, vigliacchi, eroi, affabulatori, 
eremiti, innamorati, duri, morbidi, quaquaraqua, coraggiosi, pazienti, freddi, passionali, polli e aquile, santi e peccatori, salici piangenti e querce secolari. 
Personaggi in cerca d'autore
persi dietro un autore
in continua, 
perenne, 
ricerca di personaggi. 
Venghino, 
signore e signori,
venghino. 
Un nuovo spettacolo
va a incominciar! 

P.C. 01/25

giovedì 7 maggio 2026

Arcobaleno


Arcobaleno
Affamato di colori, 
mordo l'azzurro per ritrovare il cielo, 
azzanno il rosso per risvegliare il cuore, 
succhio il verde per cingermi d'erba, 
m'imbevo di giallo per inondarmi di sole, 
m'imbratto di nero per annunciare la notte, m'innaffio d'argento per danzar con la luna. 
Divoro colori su colori
affinché, 
in me, 
l'arcobaleno s'espanda.

P.C. 03/25

sabato 2 maggio 2026

Tra ombre, dimenticati sogni e spicchi di cielo

 
Notte stellata di Vincent Van Gogh



Ombre
Accade in giorni qualsiasi,
ti scende addosso
una cupa malinconia, 
un sordo rumore
d'incrinatura,
uno spleen che s'affaccia
e ti scuote.
E non sai perchè, 
e non sai cos'è. 
Senti solo l'ombra
che avvolge, 
l'ombra che chiama.
E tu, 
senti solo d'esser
un'ombra che cammina. 

Dimenticati sogni
Ho appoggiato l'orecchio a terra
per ascoltare il passo
che, con incedere lento, 
si avvicina.
Sembra incerto, 
claudicante, 
come se ogni avanzare
fosse compiuto 
con immane sforzo. 
Mi sembra di conoscerlo, 
ha un ritmo che smuove ricordi, 
sento brusii
che mi titillano il cuore. 
È come un vento lento
che racconta desideri, 
dimenticati sogni, 
lava che, placidamente, ribolle
nella lenta attesa 
dell'eruzione. 
Chi è? Cos'è? 
È qualcosa che scava
per tornare in superficie, 
per ritrovare la strada di casa, 
per agguantare di nuovo 
un alfabeto lasciato indietro. 
È l'amore che urla
per esser liberato. 


Spicchi di cielo
Sbarre, 
maledette sbarre,
incise nella tua pelle, 
avvinghiate ai tuoi pensieri. 
Non hai alibi, 
non hai fughe, 
l'ora d'aria
si restringe sempre più. 
Il circolo vizioso
vorticosamente gira
mentre tu
lasci indietro
pezzi di te. 
Ogni piccolo passo avanti
annega nella palude
dei tuoi fallimenti, 
sentendoti un Ulisse 
senza nessun Itaca
dove tornare. 
Troppo spesso
le tessere del tuo mosaico
vengono sparpagliate
da tempeste di parole,
e come la scimmietta
della saggezza
cerchi di non sentirle. 

Eppure, 
talvolta, 
in mezzo a questa baraonda, 
spicchi di cielo
si infilano
tra le sbarre
irrorandoti
di speranza.

P.C. 01/01/25

venerdì 1 maggio 2026

Concerti Vagabondi

Nella strada percorsa nel mio vagabondare
sono stato a concerti che mi hanno dato letizia, chi più chi meno, ma comunque letizia.


Frank zappa, Clash, Lou Reed, Patty Smith, Francesco Guccini, Gianfranco Manfredi e Ricki Gianko, Francesco De Gregori, Gianna Nannini, Pino Daniele, Enzo Jannacci, Paolo Pietrangeli, Claudio Lolli, Intillimani, Liftiba, 
vari concerti del 1⁰ maggio. 

La musica è una compagna immancabile
di una vita piena, e partecipare ai concerti
ascoltando gli artisti dal vivo ne arricchisce i colori.
Peccato per quei concerti di artisti che avrei voluto ascoltare ed ormai è  troppo tardi per farlo perché non ci sono più.
Così è la vita.