sabato 28 febbraio 2026

Lacrime


Lacrime
Lacrime, 
scendono, creano strade, 
sentieri dolorosi o ridenti, 
scorrono 
tra rughe e ferite, 
tra domande e risposte
raccontano
con voce flebile o urlando. 

Lacrime di mio padre, 
con le sue grida silenti, 
nel male che divora
e nella ricerca del perché, 
con la rabbia che comanda, 
con la rabbia che ferisce. 

Lacrime di mia madre, 
per me, 
per non lasciarmi solo
insieme al fantasma 
del suo amore infinito, 
mentre il male, lentamente, 
la divora. 

Lacrime le mie, 
dolenti e disperate
per la morte dell'ultimo gatto, 
liberano quelle trattenute
che, come piena che travolge gli argini, esonda,
invadendo ovunque
mentre chiamo singhiozzando 
gli scomparsi miei amati. 

Lacrime di un amore Inseguito, 
agognato, 
che aprono porte che pensavi chiuse, 
e rendono palese
quello che avevi sempre saputo, 
anche se per un tempo
lungo solo un attimo. 

Lacrime di coccodrillo,
di chi inseguendo se stesso
mi travolge 
rendendo palese le menzogne
e le vere essenze 
di questi amici mascherati, 
dandomi una vita un po' più vera, 
un po' più sola. 

Lacrime d'amore, 
con lo sguardo che affoga 
negli occhi dell'altro, 
nell'abbandono o nell'estasi, 
pieno d'immenso o vuoto d'inferno. 

Lacrime di gioia, 
quando il vagito di mio figlio
dà una nuova meta, 
imprigionandomi per sempre il cuore, 
regalandomi battiti di futuro. 

Lacrime di rimpianto, 
per ciò che avrebbe potuto essere, 
per i tanti sogni accantonati, 
per i mondi che non hai saputo cogliere, 
per i centomila te possibili
e per l'uno rimasto. 

Lacrime ribelli, 
arrivano all'improvviso, 
ti fanno capire
anche se non eri pronto per capire, 
e ti danno risposte
a domande che non sapevi d'avere. 

Lacrime, 
copiose o sottili, 
che ti scavano nel cuore
o che ti ripuliscono, 
che ti fanno maledire il cielo
o che ti premiano, 
da incorniciare
o da schiacciare, 
di sollievo, 
di nostalgia, 
di sconfitta, 
d'empatia, 
di paura, 
di sorpresa
o di speranza. 

Lacrime che sanno di vita.

P. C. 01/25

giovedì 26 febbraio 2026

La Tartaruga di Trilussa



La tartaruga

Mentre una notte se n'annava a spasso, 
la vecchia tartaruga fece er passo
più lungo della gamba e cascò giù 
co' la casa votata sottoinsù. 

Un rospo jè strillò: Scema che sei! 
Queste so' scappatelle
che costeno la pelle... 

Lo so: rispose lei
ma, prima de morì vedo le stelle. 

sabato 21 febbraio 2026

Nell'ombra l'incanto


Nell'ombra l'incanto
Come se all'improvviso
tutto si allineasse, 
tutto andasse a posto
come punture di stelle
nel firmamento. 

Come se nello spartito
le note si susseguissero
al ritmo giusto, 
al momento esatto, 
come l'estasi d'amore in sincronia. 

Come se il corpo danzando
eseguisse quel perfetto movimento
che lo sublima opera d'arte, 
come il disegno degli storni 
in volo nel cielo di Roma. 

Così m'acquieto all'ombra del sole calante
respirando l'incanto del mondo che muta. 
P. C. 02/25

giovedì 19 febbraio 2026

Parole di Principe


Antonio De Curtis
in arte
Totó
Il principe della risata

Foto di Ugo Mulas

In tempo di crisi, gli intelligenti cercano soluzioni, gli imbecilli cercano colpevoli. 

Il coraggio non mi manca, 
è la paura che mi frega. 

A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame. 

Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza. 

La felicità è fatta di attimi di dimenticanza. 

In questa vita io ci vivo per sbaglio.

Buttati nella vita, prendila per quella che è! 
Se è una follia, diventa folle anche tu! 
Ridici sopra, canta, balla e, soprattutto, non dimenticare mai che il segreto è saperci stare dentro col sorriso. 

La vita è fatta di cose vere e di cose supposte. Se le cose vere le mettiamo da parte, le supposte dove le mettiamo? 

Anche il groviera ha I buchi, e non si lamenta.

Siamo uomini o caporali? 

venerdì 13 febbraio 2026

L'arcobaleno



Arcobaleno
Affamato di colori, 
mordo l'azzurro per ritrovare il cielo, 
azzanno il rosso per risvegliare il cuore, 
succhio il verde per cingermi d'erba, 
m'imbevo di giallo per inondarmi di sole, 
m'imbratto di nero per annunciare la notte, m'innaffio d'argento per danzar con la luna. 

Divoro colori su colori
affinché, 
in me, 
l'arcobaleno s'espanda.

P. C. 01/25

mercoledì 11 febbraio 2026

Le mie amate Strip

Penauts di Schultz, Mafalda di Quino e Sturmtruppen di Bonvi sono due le serie di strip che più ho amato. I bambini di Schulz insieme con quelli di Quino e gli sgangherato soldati di Bonvi mi hanno aiutato a crescere attraverso la loro filosofia e li rileggo tuttora con piacere. 


Sturmtruppen 
di Bonvi




venerdì 6 febbraio 2026

Dossi, paradossi e fuoco


Dossi e paradossi
Colmi di malinconia, 
imbevuti di nostalgia, 
con occhi pieni di speranza, 
nelle tasche sogni variopinti, 
nello zaino viaggi vissuti e da vivere, 
camminando su strade 
tappezzate di buche e dossi
ce ne andiamo zizzagando
in questa vita intrisa di perché 
e di paradossi, 
alla ricerca dei tesori sepolti in noi. 
E scaviamo, 
riempiendo le mani di graffi 
e di sapere.
P. C. 1/25


Attizzare il fuoco
Povera età mia 
lasciata crescere senza capire, 
persa dietro a sterili chimere,
claudicante e balbuziente
in questi intricati tempi.
Dov'è il raggio che taglia la nebbia 
e disvela?
Dov'è il panno che toglie l'alone
per rivedermi non più sbiadito? 
Erta sale la strada, 
scivolo e inciampo, 
perdo l'orientamento, 
scalpito, 
cercando a tantoni
il giusto sentiero. 
Ho parato colpi, 
altri li ho schivati, 
altri ancora mi hanno ferito
mentre angeli bestemmiatori
mi schernivano.
Prigionieri dentro spirali
che paiono infinite
danziamo balli
che ci illudiamo di dirigere,
schiavi delle nostre viltà 
costruiamo fragili piedistalli
a statue fatte di nebbia. 
Ah! Quanto amerei ancora perdermi
dietro il canto di sirene incantatrici, 
e dimenticare il noto
per seguire sentieri mai battuti.
Ah! Quant'è bello attizzare il fuoco
per incendiarmi nuovamente il cuore!
P. C. 01/25