martedì 7 luglio 2026

Mi sono perso


Mi sono perso

Mi sono perso

nel battito delle tue ciglia, 
nell'accenno del tuo sorriso, 
nei tuoi timori e nelle tue fughe, 
nelle lacrime improvvise, 
nei gemiti che aumentano, 
nel vento che ti accarezza, 
nelle mani che si stringono, 
nella voce che risponde, 
nei sì e nei no che s'inseguono, 
nel dolore e nel rimpianto, 
nel corpo che cresce, 
nel corpo che cambia.

Mi sono perso nei tuoi occhi. 

E nei tuoi occhi 
mi sono ritrovato. 

P.C. 02/25

giovedì 18 giugno 2026

La Tela, Dardi e Brucia


Lucio Fontana


La Tela
Perso dentro le mie fragilità
mi trastullo nel compatirmi. 
È così facile oziare
nella commiserazione, 
riempirsi i pensieri 
di rimproveri
e ipotesi.
Figli di errori
e intuizioni
barcolliamo
in questa farsa
con il finale già scritto, 
intrappolati da molteplici maschere
ridicole e logore. 
Lo schizzo geniale s'è perso
e la tela è poggiata a terra, 
invischiata tra
l'ovvio e il trantran. 
Serve la ramazza
che tolga ragnatele, 
scorie di vita, 
cicatrici, 
ripulire il pennello, 
ritrovare i colori
e, insieme a un pizzico di follia, 
ricominciare a dipingere.

Dardi
Dardi avvelenati, 
alcuni impossibili da evitare, 
altri che arrivano 
da dove non t'aspetti.
Ti entrano in testa
e ti infettano il futuro, 
hanno la potenza
di aprirti gli occhi
dandoti nuove visioni. 
Ti strappano il cuore, 
deviando la tua strada
alla ricerca di un nuovo centro, 
un nuovo orizzonte 
da disegnare. 
Sono maestri inconsapevoli, 
che non avresti voluto incontrare, 
severi e implacabili, 
dalla voce poderosa
che non puoi non ascoltare. 
Sono morti
col sapore di vita, 
cicatrici che tatuano l'anima, 
messaggi alla tua presunzione, 
ai piedistalli che ti sei creato. 
Dardi avvelenati
che non puoi dimenticare, 
pulsano nei ricordi, 
tracciano strade che prudono, 
che ti fanno cadere
e poi risalire. 
E tu, 
forgiato nel fuoco, 
risorgi. 

Brucia! 
Brucia! 
Attizza la brace per rinvigorire il talento, 
soffia sul fuoco delle tue passioni, 
infiamma l'invisibile per rivelarlo, 
incendia i tuoi dogmi per farli svanire. 
Brucia l'architrave che ti credi d'essere, 
le tue paure e le tue banalità. 
Afferra il tizzone acceso e dai luce
al buio che ti opprime. 

Brucia! 
Brucia i tradimenti e i segreti nell'armadio, 
Brucia le frasi incise nella carne e nei pensieri, 
Brucia le cime e le radici, 
le sconfitte e le vittorie, 
Brucia le spirali a cui ti avviti, 
Brucia i giudizi tuoi e degli altri, 
Brucia le tue morti e le tue resurrezioni. 

Brucia Dio e rendilo uomo.

P.C. 01/25

venerdì 12 giugno 2026

Incolti fiori

Incolti fiori
Le parole non dette
ti parlano, 
con sussurri graffianti
ti ricordano chi sei. 
Incagliate sui tuoi passi titubanti
sono come rivoli d'aceto
che infiammano i tuoi ricordi.
Hanno sapore di rimpianto, 
di promesse mancate,
sono pietre che segnano il cammino
rotolando nel tuo presente. 
Sono i se che svolazzano
nei tuoi pensieri
irridendo i falsi idoli edificati.
Per ogni confine non valicato, 
per ogni pianeta non visitato, 
per ogni fiore non colto, 
i mille te possibili
rumoreggiano
e t'interrogano. 
Hanno la dirompente forza 
di ció che non può essere cambiato, 
ti raccontano chi potevi essere, 
ti raccontano chi sei. 

P.C. 01/01/25