Lacrime
Lacrime,
scendono, creano strade,
sentieri dolorosi o ridenti,
scorrono
tra rughe e ferite,
tra domande e risposte
raccontano
con voce flebile o urlando.
Lacrime di mio padre,
con le sue grida silenti,
nel male che divora
e nella ricerca del perché,
con la rabbia che comanda,
con la rabbia che ferisce.
Lacrime di mia madre,
per me,
per non lasciarmi solo
insieme al fantasma
del suo amore infinito,
mentre il male, lentamente,
la divora.
Lacrime le mie,
dolenti e disperate
per la morte dell'ultimo gatto,
liberano quelle trattenute
che, come piena che travolge gli argini, esonda,
invadendo ovunque
mentre chiamo singhiozzando
gli scomparsi miei amati.
Lacrime di un amore Inseguito,
agognato,
che aprono porte che pensavi chiuse,
e rendono palese
quello che avevi sempre saputo,
anche se per un tempo
lungo solo un attimo.
Lacrime di coccodrillo,
di chi inseguendo se stesso
mi travolge
rendendo palese le menzogne
e le vere essenze
di questi amici mascherati,
dandomi una vita un po' più vera,
un po' più sola.
Lacrime d'amore,
con lo sguardo che affoga
negli occhi dell'altro,
nell'abbandono o nell'estasi,
pieno d'immenso o vuoto d'inferno.
Lacrime di gioia,
quando il vagito di mio figlio
dà una nuova meta,
imprigionandomi per sempre il cuore,
regalandomi battiti di futuro.
Lacrime di rimpianto,
per ciò che avrebbe potuto essere,
per i tanti sogni accantonati,
per i mondi che non hai saputo cogliere,
per i centomila te possibili
e per l'uno rimasto.
Lacrime ribelli,
arrivano all'improvviso,
ti fanno capire
anche se non eri pronto per capire,
e ti danno risposte
a domande che non sapevi d'avere.
Lacrime,
copiose o sottili,
che ti scavano nel cuore
o che ti ripuliscono,
che ti fanno maledire il cielo
o che ti premiano,
da incorniciare
o da schiacciare,
di sollievo,
di nostalgia,
di sconfitta,
d'empatia,
di paura,
di sorpresa
o di speranza.
Lacrime che sanno di vita.
P. C. 01/25


