mercoledì 22 aprile 2026

I due Parker

Un cognome che unisce due personaggi dei comics a cui sono legato.

Uno è Peter Parker ovvero l'Uomo Ragno mi ha accompagnato negli anni della prima adolescenza e le sue storie del periodo d'oro di Stan Lee e John Romita
mi hanno regalato  un piacere agli occhi e una curiosità per quest'adolescente poco più grande di me con tanti problemi e tanta responsabilità. Ho seguito con lui la storia d'amore con Gwen e ho sofferto con lui la sua tragica fine.
E ricordo con piacere quando in edicola compravo il fumetto appena uscito e la prima cosa che andavo a vedere era l'immagine della prossima uscita per scoprire i nuovi nemici.
Il Peter Parker di "Grandi poteri e grandi responsabilità."



L'altro è Ken Parker di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, l'ho cominciato a seguire dal suo primo numero nel 1977 e l'ho seguito in tutte le sue vicissitudini editoriali fino alla sua amara fine.
Uno spirito libero che percorre il West con grandi ideali e con un grande cuore, le sue storie hanno contribuito alla mia crescita accompagnandomi negli anni della mia gioventù insegnandomi tanto.

Due amici di carta con un cognome comune.

venerdì 17 aprile 2026

Lampi


Lampi
Stilla per stilla, 
ne assorbi l'essenza,
ne gusti la fragranza,
dalla loro bellezza ti lasci inondare, 
ne ascolti il canto, 
te ne prendi cura.
E lentamente, 
con amore,
da questi lampi
di illuminazione
ti lasci cullare. 

P.C. 01/01/25

mercoledì 15 aprile 2026

Parole di Dario Fo

Dario Fo
 
Sangiano, 24/03/1926
Milano, 13/10/2016
 
Attore, drammaturgo, regista, scrittore, autore, pittore,scenografo, attivista e comico italiano.
Vincitore nel 1997 del Premio Nobel per la letteratura.



Il riso è sacro. Quando il bambino fa la prima risata è una festa.

L'Uomo senza idee, come diceva Voltaire, 
è un imbecille. 

La cultura non si può ottenere se non si conosce la propria storia. 

In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un pó le teste.

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere,interpretare verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.

mercoledì 8 aprile 2026

Tra Gioventù e Inchini


Gioventù 
Mani inzuppate di ideologia
piene di speranze ed Illusioni, 
figlie dei miei vent'anni
e delle mie passioni.
Voce tremolante
che diviene tonante, 
amori inventati, amori assoluti, 
sangue che ribolle, sangue che si ribella, 
buchi assassini in pelle leopardata, 
innanzi ai 4 fiumi il tuo destino 
in occhi che sai amerai
campanelli che suonano, 
porte che si aprono, 
porte che si chiudono, 
fuoco che segna, 
fuoco che insegna, 
divisa che graffia tra spiriti e fumo,  
confini che si attraversano 
ma poi torni indietro
con la sconfitta in tasca 
e un futuro vincente, 
baci argentini e sesso senza libera uscita 
con l'alcool in gola e prigione nel cuore,
grandi amicizie tra viaggi, parole e risate, 
e giravolte con la donna dagli occhi diversi
tra i nostri corpi che si uniscono
ed esplodono, 
le primi avvisaglie di malattie che annunciano temporali più devastanti, 
l'amore agognato, l'amore acciuffato
che ti dà l'estasi e poi l'abbandono, 
mentre s'ode nell'aria il cupo rimbombo della morte che arriva. 

Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia... 
Quanto può esser dolente gioventù.

P.C. 01/2025

Inchini
M'inchino, 
allo scintillio 
che m'invade
quando le mani accordo. 

M'inchino, 
al dubbio 
che quando m'assale
dona libertà. 

M'inchino, 
alla passione
che svela
i miei misteri. 

M'inchino, 
al silenzio
che ripulisce
il mio cammino. 

Mi inchino, 
alla pazienza
che mi fa trattenere il respiro
finché la tempesta passi. 

M'inchino, 
all'empatia
che abbraccia
e scaccia l'indifferenza. 

M'inchino, 
ai miei amori
che indirizzano
la via. 

M'inchino 
ai no, 
ai si, 
ai perchè, 
ai tanti ma, 
ai tanti se, 
e al tempo, 
l'implacabile tempo, 
che fa cadere le tue foglie
e le rinnova. 

P. C. 01/2025


lunedì 30 marzo 2026

Io non sono un poeta

illustrazione di Caza

Io non sono un poeta
Io non sono un poeta
sono un pescatore di perle
o di pungenti spine,
affondo e risalgo
inseguendo le maree,
scivolo sugli scogli, 
mi aggrappo per non cadere
e ogni tanto mi tuffo
dimentico del salvagente. 

Io non sono un poeta
raccolgo parole
sospinte dal vento, 
le prendo, le mastico
ne faccio tesoro, 
a volte ne sento il tintinnio, 
altre volte il rumore stridente.

Io non sono un poeta
annuso punti, virgole, 
punti interrogativi o esclamativi, 
cerco parentesi, pause, 
giocando con lettere e segni
inseguo la scia degli arcobaleni.

Io non sono un poeta
ma un albero di pesco
con i suoi copiosi rami, 
pieno di frutti
saporiti o acri, 
maturi o marci, 
alcuni pronti ad essere colti, 
altri ancora acerbi, 
troppi o troppo pochi
negli occhi di chi guarda, 
come se tutto ciò avesse importanza. 

Io non sono un poeta
vagabondo è il mio nome
cerco ristoro lungo strade insidiose
m'arrampico su invisibili nebbie
guardando dietro l'angolo, 
alzo gli occhi al cielo
e vedo stelle che non esistono. 

Io non sono un poeta
colleziono tatuaggi
ne ho di varie forme e colore
alcuni mi attraversano come fiumi di fuoco,
altri raccontano le vie dell'amore,
alcuni allegri come il sorriso di un bimbo, 
altri strazianti
come sussurri di anime dolenti. 
Bella e terribile 
è la mia collezione di tatuaggi. 

Io non sono un poeta
sono un uomo mascherato
che di esserlo sa, 
scivolando sulle contraddizioni
mi spoglio o mi vesto, 
senza remore, 
e vago, 
cercando un centro
dove tutto possa gravitare.

Io non sono un poeta
sono un musico da strapazzo
trovo note che non sapevo d'avere
la mia musica non ha confini
vola al di là del tempo
e dei ricordi
per tornare dove è sempre stata, 
negli occhi del fanciullo 
che non sono piú. 

Io non sono un poeta
sono un eremita con la testa nel caos
anelo il silenzio
ma mi circordo di parole, 
vorrei immergermi nell'infinito
ma la realtà bussa alla mia porta, 
vorrei indossare ali variopinte
per perdermi nell'azzurro
ma le mie radici sono le pulsanti vene
che danno linfa al mio cuore. 

Io non sono un poeta
m'imbevo di sogni, 
li tiro, li allungo
li vado a cercare, 
come in uno specchio distorto
ne seguo il percorso, 
mi perdo, 
e talvolta, 
mi ritrovo. 

Io non sono un poeta
poiché la poesia è ovunque, 
poiché la poesia è in nessuna parte.

P.C. 06/2025

venerdì 27 marzo 2026

Nella mia biblioteca: Watchmen

Nella mia biblioteca: Fumetti

Watchmen
di Alan Moore e Dave Gibson

L'opera che ha dato uno sguardo nuovo 
ai Comics con i supereroi