giovedì 17 settembre 2026

Parole di Russell



Il problema dell'umanità è che gli stupidi sono sempre sicurissimi, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.

C'è una Bibbia su quello scaffale laggiù. Ma la tengo vicino a Voltaire: veleno e antidoto.

Se un filosofo è un uomo cieco, in una stanza buia, che cerca un gatto nero che non c'è, un teologo è l'uomo che riesce a trovare quel gatto.

Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l'autorità, i luoghi comuni, i dogmi.
Non esiste la verità assoluta.
Non smettete di pensare.
Siate voci fuori dal coro.
Siate il peso che inclina il piano.
Siate sempre informati e non chiudetevi alle conoscenze perché anche il sapere è un'arma.
Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata. 
Un uomo che non dissenteria è un seme che non crescerà mai.

In ogni cosa è salutare, di tanto in tanto, mettere un punto interrogativo a ciò che a lungo si era dato per scontato.

Tutto quello che sapete fare bene contribuisce alla vostra felicità. 

giovedì 10 settembre 2026

"En garde!"

La grande onda di Kanagawa
di Katsushika Hokusai


"En garde!" 
Sdraiato
su questa sabbia infuocata
contemplo
la peregrina onda
che smuove la calma piatta. 
Come nota stonata
dona attenzione, 
"En garde!" 
esclama, 
e tu, 
insolente, 
come se nulla fosse, 
attendi. 

P.C. 07/25

domenica 30 agosto 2026

Ritornelli Vagabondi: Il peso della farfalla

Ritornelli Vagabondi: 
"Poesie" già postate a cui sono legato 
e che ho ritoccato o forse no. 


Il peso della farfalla

È lì! 

Appoggiata al muro. 
In alto, 
sopra la testa di mia madre, 
sul letto del suo ultimo respiro. 

La farfalla della notte,
ferma, immobile, 
vorrei scacciarla
insieme alle mie paure
e alla mia impotenza. 

Ma sta lì. 

Fino alla fine. 

E quando vola via, 
con lei
vola via la mia gioventù. 

Chiedimi
quanto pesa una farfalla.

Per me, 
il suo 
è il peso più straziante. 

P.C. 08/24

giovedì 27 agosto 2026

Piccole perle


Fatti non foste a vivere come bruti ma per seguire virtute e canoscenza.
Dante Alighieri canto XXVI dell'Inferno

Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.
William Shakespeare Amleto

Vedi cara è difficile spiegare,
è difficile capire se non hai capito già
Francesco Guccini Vedi cara

Una volta eliminato l'impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere  la verità.
Arthur Conan Doyle Il segno dei quattro

La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Proverbio popolare

venerdì 21 agosto 2026

Sprazzi di memoria, Nessuno, In un piccolo orto


Sprazzi di memoria
Ricordi?
Il cielo tempestato di stelle
e tu immerso nel bianco;
la voce di tua madre che per l'ultima volta chiama il tuo nome;
l'attesa sulle scale di chi non sarebbe arrivata;
le lacrime inaspettate che ti davano speranza;
il primo sguardo su chi avrebbe acceso il tuo futuro;
il raggio di sole che invadeva la stanza illuminando tuo figlio che nasceva;
i piccoli e grandi desideri 
che hanno cambiato le regole;
le piccole e grandi ferite 
che hanno marchiato l'anima;
le piccole e grandi gioie 
che hanno dissetato il cuore;
i si e i no 
che hanno orientato il cammino.

Siamo ricolmi di sprazzi di memoria. 


Nessuno
Il marchio scarlatto
inciso a fuoco vivo
nello spirito e nella carne
batte 
sul tuo passo claudicante. 
Parole velenose
si allargano nei ricordi 
e sentenziano:
ti chiamano nessuno, 
ti vogliono sconfitto. 

Chi per egoismo, 
chi per ignoranza,
chi per noncuranza, 
ha imbrattato le tue ali
di fango e dubbi
spingendoti
lungo corridoi bui. 

Per troppe volte ancora
riemergi con fatica
trattenuto in fondo
da parole e azioni 
che sono come pietre, 
mentre amori sani 
e amori insani
ingaggiano lotte
nel tuo cuore. 

Quanto vorresti
che la meraviglia
scacciasse via
la malaombra. 


In un piccolo orto
Asseragliato
in questo piccolo orto
in cui ti sei infilato 
ti sorprendi
a commiserarti, 
come se non ne fossi tu
l'artefice.
Siamo giullari di noi stessi, 
colmi d'illusioni e di giravolte
viaggiamo senza meta
cercando soluzioni
a problemi inventati. 
Folli Scenziati
che giocano a fare Dio
e non vedono
al di là 
del loro piccolo naso, 
invischiati in una continua altalena
tra saggezza e idiozia. 
Quale suprema ironia! 
Bambino, 
ragazzo, 
uomo,
vecchio,
siamo un miscuglio di tentativi
che si aggrappano
a divinità friabili
e balbettano
di fronte all'ignoto. 
Sempre asseragliati
nel nostro piccolo orto
ci illudiamo
di coglierne
Il senso. 

P.C. 02/25