Se dovessi dire quale cantante rappresenta al meglio i miei vent'anni questo è Francesco Guccini.
Ricordo I suoi concerti, soprattutto quelli a Castel Sant'Angelo, e la sua capacità di coinvogerti completamente nella sua musica e non solo. Tra una canzone e l'altra, con un bicchiere di vino in mano, i suoi racconti ci divertivano e ci coinvolgevano creando tra di noi una comunione che raramente ho riprovato nuovamente.
E noi, in quegli anni, ci facevamo trascinare dalle emozioni delle sue canzoni più politiche come La Locomotiva, Dio é morto e Auschwitz o da quelle più intimiste come Vedi Cara, il vecchio e il bambino, Canzone per un'amica o Cyrano.
Quante belle canzoni ha scritto Francesco Guccini in questi anni.
È un grande poeta, un grande cantante ed un grande uomo il "mio" Francesco Guccini.
Dio è morto
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già,
dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo di mondo
fatto da città,
essere contro ad ingoiare
la nostra stanca civiltà
e un dio che é morto,
ai bordi delle strade dio é morto,
nelle auto prese a rate dio é morto,
nei miti dell'estate dio é morto...
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato
con la fede,
nei miti eterni della patria o dell'eroe perché ormai è venuto il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudini e paura, una politica che é solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,
e un dio che é morto,
nei campi di sterminio dio é morto,
coi miti della razza dio é morto
cogli odi di partito dio é morto...
Ma penso
che questa mia generazione é preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore é per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio é risorto,
in ciò che noi vogliamo dio é risorto,
nel mondo che faremo dio é risorto...
Vedi cara
Vedi cara, é difficile a spiegare,
é difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
é che cambio un pó ogni giorno, é che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, é difficile spiegare,
é difficile capire se non hai capito già...
Auschwitz
Son morto con altri cento,
son morto ch'ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento...
Ad Auschwitz c'era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento,
adesso sono nel vento...
Il vecchio e il bambino
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...
L'immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d'intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...
i due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l'anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati...
La Locomotiva
Non so che viso avesse,
neppure come si chiamava
con che voce parlasse,
con quale voce poi cantava
quanti anni avesse visto allora,
di che colore i suoi capelli
ma nella fantasia ho l'immagine sua,
gli eroi son tutti giovani e belli
gli eroi son tutti giovani e belli
gli eroi son tutti giovani e belli...
L'avvelenata
Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete per questi 4 soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni...
Cyrano
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infileró la penna ben dentro al vostro orgoglio
A volte nella vita si incontrano persone che danno luce in un periodo buio; Ada è stata una di queste.
Era il 1986 e mio padre era ricoverato per quella malattia che lo avrebbe portato via e lei era la caposala nella clinica dove era ricoverato.
Una donna sui 35/40 anni, dolce e sorridente, la persona giusta al posto e al momento giusto; una persona che possedeva una sensibilità unica che ha aiutato sicuramente sia mio padre che mia madre, anche lei malata di quel male che li avrebbe portati via entrambi, a mitigare quegli anni infernali e a me a riconciliarmi con un mondo che in quel momento sentivo ostile.
Un giorno, in quelle lunghe giornate in cui io e i miei fratelli eravamo giorno e notte, a turno, accanto a mio padre, io e lei ci siamo visti un pomeriggio fuori della clinica.
Una passeggiata serena in cui ci siamo raccontati e in cui ci siamo conosciuti un pó di più parlando di noi stessi.
Ricordare quelle ore mi da una serenità e un senso di pace che mi rincuora.
Durante quella passeggiata siamo entrati in una libreria e lei con un gesto bello e completamente inaspettato ha preso un libro e me lo ha regalato.
Questo libro è Il Profeta di Gibran.
Un libro poetico e profondo che dispensa perle di saggezza con una maestria impagabile.
Immergetevi in quelle pagine e assorbitene gli insegnamenti, ogni viaggio che si intraprende leggendo un libro arricchisce il nostro vissuto e Gibran è sicuramente un faro per un cammino degno di essere percorso.
Non ho più incontrato Ada dopo che i miei sono morti ma mi auguro fortemente che la sua vita sia stata e sia una vita felice perchè una persona così speciale ha diritto a una ricompensa.
Da parte mia la riconoscenza è un atto sentito e dovuto.
Grazie Ada dovunque tu sia.
Alcuni spunti dal libro
L'amore
Quando l'amore vi fa cenno, seguitelo,
benché le sue strade siano aspre e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgono,
abbandonatevi a lui,
benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
E quando parla, credetegli,
anche se la sua voce puó mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.
Perché come l'amore vi incorona così vi crocifigge.
E come per voi é maturazione, così è anche potatura.
Il matrimonio
Donatevi i vostri cuori, ma non lo date in custodia uno dell'altro.
Perché solo la mano della vita puó contenere i vostri cuori.
E state insieme ma non troppo vicini:
perché le colonne del tempio sono distanziate,
e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.
I Figli
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
e benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime, perché le loro anime abitatano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi d'essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con il giorno già trascorso.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
La conoscenza di se
Non dite "Ho trovato la verità" ; dite piuttosto:"Ho trovato una verità".
Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima".
Dite piuttosto: "Sul mio sentiero ho incontrato l'animo in cammino".
Perché l'anima cammina in tutti i sentieri.
L'anima non cammina sopra un filo, né cresce come una canna.
L'anima apre se stessa come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.
La morte
Voi vorreste conoscere il segreto della morte ma come potete trovarlo, se non lo cercate nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi legati alla notte non vedono di giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete contemplare lo spirito della morte, spalancate il cuore al corpo della vita.
Perché la vita e la morte sono una sola cosa, come il fiume ed il mare.
È passato molto tempo e forse è tornato il tempo di riaprire un dialogo soprattutto con me stesso.
Che cosa vuol essere questo blog?
Una raccolta di pensieri, di percorsi fatti e da fare, di libri, dischi e fumetti letti e amati, di frammenti del passato e di tutto ció che mi passa per la testa.
Il diario di un vagabondo che ha bisogno
di raccogliere le tessere che hanno composto la strada percorsa.
Puó darsi che mi fermeró di nuovo
ma puó anche darsi che la strada intrapresa continui a interessarmi.
E riallacciandomi alla poesia di Nazim Hikmet pubblicata all'inizio del viaggio su questo blog :
Può darsi
Può darsi che io non arrivi a un certo giorno, può darsi che penzolando a un capo del ponte lascerò cadere la mia ombra sull'asfalto... E può darsi che, anche dopo quel certo giorno, io sia ancora In vita irsuto di bianco pelo... Se sarò vivo dopo quel certo giorno, appoggiandomi ai muri per la periferia della città suonerò il violino e canterò una canzone ai vecchi, intorno a me, che, come me, saranno sopravvissuti all'ultima battaglia. E dovunque volgerò l'occhio, tutto sarà allegro, splendido, e la sera stupenda, e ascolterò il passo di gente nuova che intona nuove canzoni.
Il mio viaggio inizia qui con una splendida poesia di Nazim Hikmet
Può darsi
Può darsi che io
non arrivi
a un certo giorno,
può darsi
che penzolando a un capo del ponte
lascerò cadere la mia ombra sull'asfalto...
E può darsi
che, anche dopo
quel certo giorno,
io sia ancora In vita
irsuto di bianco pelo...
Se sarò vivo
dopo quel certo giorno,
appoggiandomi ai muri
per la periferia della città
suonerò il violino e canterò una canzone
ai vecchi, intorno a me,
che, come me, saranno
sopravvissuti all'ultima battaglia.
E dovunque volgerò l'occhio,
tutto sarà allegro, splendido,
e la sera stupenda,
e ascolterò il passo di gente nuova
che intona nuove canzoni.