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sabato 24 maggio 2025

Investigando: Steve carella e l'87º distretto

I grandi gialli hanno anche grandi investigatori: iniziando da Sherlock Holmes e Poirot, passando per Maigret e arrivando a Pepe Carvalo e Harry Bosh.
Ma ci sono gialli atipici in cui non c'è un unico investigatore ma un intera squadra:
Quelli dell'87º distretto di Ed McBain. 
Steve Carella è quello che appare di più nella serie di romanzi ma gli altri della squadra sono sia protagonisti in alcune storie che compagni di indagine.
Li ho scoperti da ragazzo e ne ho seguito l'evoluzione negli anni e alla fine sono diventati come amici che conosci e crescono con te.
Per chi non conosce l'87º distretto
buon viaggio.



Dal fiume che cinge la città a nord, si vede l'orizzonte. Stupendo. Si guarda in su, quasi con sacro timore, e davanti a quello spettacolo incantevole, non si può far altro che trattenere il respiro. Le sagome nette degli edifici squarciano Il cielo divorando l'azzurro.




martedì 25 marzo 2025

Rocambole e Fantomas

Da ragazzo la mia curiosità spaziava in più campi e nell'ambito delle letture mi avvicinai a due serie di eroi neri. 
Due geni del male francesi che per un po' di tempo con le loro avventure mi hanno affascinato. 
Rocambole e Fantomas, il primo criminale trasformista antisegnano del Diabolik delle sorelle Giussani e di Kriminal di Magnus e Bunker. 
Se Rocambole (dai cui rocambolesco) nei vari libri diviene un eroe buono Fantomas è l'assassino senza pietà e la lotta con l'ispettore Juve e il giornalista Fandor è la base su cui si sviluppano le sue avventure. 
Le copertine di Karel Thole per Fantomas era quel tocco in più che mi faceva propendere per i suoi libri. 

Rocambole
L'eredità misteriosa

Prologo

Era l'anno 1812. La Grande Armata compiva la sua ritirata, lasciando dietro di sé Mosca e il Cremlino in fiamme, e la metà dei suoi battaglioni nei flutti ghiacciati della Beresina. Nevicava. L'occhio non scorgeva che terra coperta di neve e un cielo grigiastro.



Fantomas
1
Il genio del crimine 
«Fantomas!» 
«Come dite?» 
«Ho detto... Fantomas.» 
«E cosa significa?» 
«Tutto... e niente!» 
«E allora chi è?» 
«Nessuno. Eppure è qualcuno!» 
«Ma, insomma, che cosa fa questo qualcuno?» 
«Fa paura!» 





venerdì 24 gennaio 2025

Passeggiando con Maigret

I miei primi incontri con Maigret risalgono ai primi anni 70 quando in tv trasmettevano gli sceneggiati interpretati da Gino Cervi. Ricordo quell'atmosfera con affetto e l'immagine di Gino Cervi ormai è introiettata in me e me la rivedo mentalmente ogni qualvolta leggo un romanzo di Simenon sulle avventure del Commissario.
Quell'immagine corpulenta, quegli sguardi sornioni, quella calma apparente e quella forza sono i tratti distintivi, almeno per me, del Commissario francese.
Piano piano negli anni ho letto molti libri di Simenon con il Commissario Maigret e rimane sempre un porto sicuro dove rifugiarsi e lasciarsi accompagnare lungo le strade di Parigi per risolvere con lui le indagini più svariate. Sedersi con lui nei bistrò, sentire l'odore del tabacco che si sprigiona dalla sua pipa, pedinare i sospettati, entrare nella Sureté, viaggiare sui treni quando necessita, conservare con la Signora Maigret e infine scoprire ciò che si tenta di tener celato.
Le indagini del Commissario Maigret rimangono sempre una piacevole compagnia.

 
Incipit
Il commissario Maigret della 1ª squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l'impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell'ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero si stesse affievolendo. Spinse da parte il telegramma, si alzo pesantemente, regolò la valvola e gettó tre palate di carbone nel focolare. Poi, in piedi, con le spalle rivolte al fuoco, caricò la pipa e si allentò il colletto che,  per quanto molto basso, gli dava fastidio. 
Guardò l'orologio, segnava le quattro. La sua giacca era appesa a un gancio piantato dietro la porta. 
Si diresse lentamente verso la scrivania, rilesse il telegramma... 



martedì 17 dicembre 2024

l'unico, inimitabile Sherlock Holmes

Anche i Gialli fanno parte del mio bagaglio letterario e se si parla di Gialli non si può non parlare di Sherlock Holmes uno dei capostipiti dell'investigatore privato. 
Sherlock, Watson, il professor Moriarty, Mycroft, l'ispettore Lestrade, il 221 B di Baker Street e la Londra di fine ottocento creati dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle. 
Che altro si può volere? 

Da Uno studio in rosso
Il primo incontro tra Sherlock e Watson

Nella stanza c'era un unico studente, chino su un tavolo lontano, assorto nel suo lavoro. Al suono dei nostri passi si guardò intorno e saltò in piedi con un grido di gioia. «L'ho trovato! L'ho trovato!», urlò al mio amico, precipitando verso di noi con una provetta in mano. «Ho trovato un reagente che precipita esclusivamente con l'emoglobina.» Se avesse scoperto una miniera d'oro non avrebbe potuto apparire più felice e radioso. 
«Il dottor Watson, il signor Sherlock Holmes» ci presentò Stamford. 
«Molto lieto», disse cordialmente, stringendomi la mano con una forza di cui non gli avrei dato credito. 
«Vedo che è stato in Afghanistan.» 
«Come diavolo fa a saperlo?», gli chiesi sbalordito. 
«Non importa» rispose ridacchiando fra se e se...


Da Il Segno dei quattro
Incipit
Sherlock Holmes prese il suo flacone dall'angolo della mensola del caminetto e la sua siringa ipodermica da un elegante astuccio di marocchino. Con le dita lunghe e nervose infiló l'ago sottile e arrotolo la manica sinistra della camicia. 
Per un po' osservò pensoso l'avambraccio muscoloso e il polso, costellata di innumerevoli segni di punture. 
Alla fine, infilò con gesto deciso la siringa, permette il pistone e si abbandonò nella poltrona di velluto con un lungo sospiro di soddisfazione. 
Da mesi ormai, tre volte al giorno assistevo a quella scena ma ancora non riuscivo ad abituarmi. Anzi, ogni giorno che passava mi irritava sempre più... 
... sentii all'improvviso di non potermi trattenere oltre. 
«Cos'è oggi» gli chiesi «morfina o cocaina?» 
Alzò languidamente lo sguardo dal vecchio volume in caratteri gotici che aveva aperto. 
«Cocaina» rispose «soluzione al 7 per cento. Vuole provarla?»... 

sabato 30 novembre 2024

Sulle strade dell'Avventura

I Romanzi d'avventura  mi hanno accompagnato nelle mie prime letture: dal Sandokan di Salgari al Comandante Nemo di Verne, dal Tarzan di Burroughs a Zanna Bianca di Jack London, per non parlare dell'ultimo mohicano di Cooper e dell'isola del tesoro di Stevenson
Solcare il mare con la tigre della Malesia o sotto il mare con il sommergibile di Nemo o viaggiare nel centro della terra o in giro per il mondo sempre con Verne, oppure nella giungla africana con Tarzan e le sue scimmie o udire il richiamo della foresta e cercare il tesoro con Long John Silver.
Che avventure sono state queste mie prime letture.

A cominciare da Salgari e il suo Sandokan, con Yanez, la perla di Labuan, l'isola di Mompracem, Tremal Naik e poi il corsaro nero con sua figlia Yolanda


per passare a Jules Verne  Ventimila leghe sotto i mari con Nemo, il Giro del mondo in 80 giorni con Phileas Fogg, il viaggio al centro della terra, l'isola misteriosa, Michele Strogoff


e poi Burroughs con la giungla del suo Tarzan, Jane e successivamente le avventure di John Carter di Marte


per arrivare al mio amato Jack London con il suo Richiamo della foresta e Zanna Bianca (per poi cominciare a leggere tutto quello che ha pubblicato) 


e poi L'ultimo dei Mohicani di Cooper con Occhio di falco e Uncas

e infine Stevenson con L'isola del Tesoro.

Il mio viaggio nella letteratura è iniziato con i cosiddetti romanzi d'avventura
ma fortunatamente non è ancora finito. 
L'avventura continua...

lunedì 18 novembre 2024

E venne Conan il barbaro

Era il 1973 e uscì in edicola per l'editoriale Corno una nuova serie dedicata ai supereroi marvel: gli albi dei supereroi. 
A differenza delle altre uscite questi avevano una particolarità : ogni uscita era dedicata ad un personaggio diverso che ciclicamente tornava, e in più tra i vari "eroi" apparivano tre personaggi totalmente fuori dal concetto di supereroe, due che venivano dal mondo dell'orrore Dracula e Licantropus e uno totalmente nuovo per me, Conan il barbaro
scritto da Roy Thomas e disegnato da Barry Windsor Smith. 
Fu una bella sorpresa, per i miei occhi di tredicenne, seguire le avventure di quel barbaro, ladro, mercenario e infine re, in un passato completamente ricreato, tra duelli, sangue, dei, mostri e donne splendide, fra cui spicca fra tutte Red Sonya, una indomabile guerriera dai capelli rossi. 
Con quei disegni B.W.S. è entrato nel Pantheon personale degli artisti dei fumetti che più amo e quei numeri in cui disegnó Conan sono magnifici.  
Dopo B. W. S. arrivò su quelle pagine John Buscema che rimase per anni il disegnatore ufficiale della serie. 
Scoprii che le storie erano tratte da libri scritti da un autore allora per me sconosciuto: Robert E. Howard. 
E, ovviamente, lessi i libri e fu cosa buona e giusta. 

Benvenuti nell'era hyboriana di 
Conan il cimmero


Questo libro edito dalla Mondadori contiene tutti i romanzi e i racconti  scritti da Robert E. Howard su Conan il barbaro. 

Da "La spada della fenice

"Sappi, o principe, che tra gli anni in cui gli oceani inghiottirono Atlantide e le sue fulgide città, e l'epoca in cui s'imposero i figli di Aryas, ci fu un'età inaudita in cui regni meravigliosi si stendevano come mantelli azzurri sotto il firmamento. I loro nomi erano Nemedia, Ophir, Brytunia, Iperborea, Zamora dalle bellezze brune e le torri infestante dai ragni, Zingara con la potente cavalleria, Koth al confine con la terra di Shem, Stigia e le sue tombe guardate dalle ombre, Ircania dai cavalieri vestiti di ferro, seta e d'oro. Ma il regno più potente era Aquilonia, che dominava incontrastata sull'occidente ricco di sogni. 
Fu in questo mondo che si fece strada Conan il cimmero, uomo dai capelli neri e gli occhi torvi, la spada sempre in pugno: un ladro, un pedone, un assassino dalle gigantesche malinconia e dai giganteschi scoppi d'allegria. Il suo destino era di piegare i troni della terrasotto un piede alzato di sandali."
Le cronache nemediane

1
Sulle guglie avvolte nell'ombra e le torri preziose della città regnavano il buio e il silenzio spettrali che precedono l'alba. In un vicolo scuro, uno dei tanti in un vero e proprio labirinto di strade tortuose, quattro individui mascherati uscirono furtivamente da una porta tenuta aperta da una mano nera... 



mercoledì 30 ottobre 2024

Sulle tracce degli Indiani d'America

La storia degli Indiani d'america è una storia di sopraffazione, lo sterminio di un popolo e la distruzione di una civiltà.
Ho cominciato a conoscere la loro storia attraverso i fumetti (Ken Parker tra questi è stato una rivelazione) per poi avvicinarmi a vari testi che ne descrivevano l'epopea.
Un cammino per conoscere sia la grandezza di guerrieri, capi indiani che sono entrati nel mito come Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Cochise, Nuvola Rossa, Geronimo e sia luoghi come Little bighorn, Sand creek, Il fiume Wichita ecc. 

Questi sono alcuni dei libri che ho letto e apprezzato.

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee
di Dee Brown


"Dove sono oggi i Pequot? Dove sono i Narragansett, i Mohicani, i Pokanoket e molte altre tribù del nostro popolo, un tempo potenti? Essi sono scomparsi a causa della cupidigia e dell'oppressione dell'Uomo Bianco, come neve al sole d'estate. Ci lasceremo distruggere a nostra volta senza lottare, rinunceremo alle nostre case, al nostro paese assegnato in eredità dal Grande Spirito, alle tombe dei nostri morti e ogni cosa che ci è cara e sacra? 
Sono certo che griderete con me: 
«Mai! Mai!» 
Tecumseh degli Shawnee

La cosa comincio con Cristoforo Colombo che diede al popolo il nome di Indios
Quegli europei, gli uomini bianchi, parlavano diversi dialetti, e alcuni pronunciavano la parola Indien, o Indianer, o Indian. Peaux-rouges o Pellerossa venne più tardi.... 



Storia degli Indiani d'america 
di Siegfried Augustin

Un lungo viaggio attraverso quattro secoli di storia. 


Alce Nero parla
di John Neihard
 
Vita di uno stregone dei Sioux Oglala

Amico, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri; e se fosse soltanto la storia della mia vita credo che non la racconterei, perché che cos'è un uomo per dare importanza ai suoi inverni anche quando sono già così numerosi da fargli piegare il capo come una pesante nevicata? Tanti altri uomini hanno vissuto e vivranno la stessa storia, per diventare erba sui colli. 
È la storia di tutta la vita che è santa e buona da raccontare, e di noi bipedi che la conviviamo con i quadrupedi e gli alati dell'aria e tutte le cose verdi; perché sono tutti figli di una stessa madre e il loro padre è un unico spirito.... 


Gli spiriti non dimenticano 
di Vittorio Zucconi


Cavallo Pazzo è tornato. 
Il suo spirito è qui, oggi, tra noi. 
Colui che arretra (1995)

La voce del vecchio Oglala Sioux mi disse: «Benvenuto nella terra dei Lakota», ma i suoi occhi avevano paura e chiedevano: «Che cosa vuoi da noi, straniero?». 
... Sto facendo una ricerca su Cavallo Pazzo, vorrei scrivere la storia della sua vita, del mistero spirituale che lo circonda e dell'ultima resistenza dei Sioux che lui guidó contro i bianchi... 

e nei fumetti
Storia del West
di Gino D'Antonio

Ken Parker
di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo


Magico Vento
di Gianfranco Manfredi

 
 


e poi finiamo in musica con
Fabrizio De André
Fiume Sand Creek


 

mercoledì 9 ottobre 2024

Farmer e il fiume della vita

Philip J. Farmer è uno dei grandi della fantascienza e il suo ciclo del mondo del fiume mi è rimasto nel cuore. 
Una delle idee più straordinarie della fantascenza: far resuscitare tutti gli esseri umani in un mondo gigantesco sulle rive di un fiume interminabile e avere così la possibilità di scegliere qualsiasi personaggio storico e farlo divenire protagonista dei vari romanzi per poter svelare il mistero che si nasconde dietro al mondo del fiume .
L'esploratore Richard Barton, Mark Twain, Alice Hargreaves (ispiratrice di Alice del Paese delle meraviglie di Caroll), Hermann Goring, Giovanni Senza Terra, Cyrano, Jack London, Tom Mix e tanti altri si susseguono in questa serie di 5 romanzi (più alcuni racconti). 
È un bel viaggio quello che ho intrapreso con Farmer lungo il suo mondo del fiume, un viaggio che consiglio a chi non l'ha ancora letto. 
 


Il Fiume della vita
Alle sorgenti del fiume
Il grande disegno
Il labirinto magico
Gli dei del Fiume




Il primo è uscito di nuovo nella collana Urania Collezione con la traduzione di Gabriele Tamburini
 
 
Incipit

La moglie lo aveva stretto fra le braccia, come per tenere la morte lontana da lui. 
Lui aveva esclamato: «Mio Dio, muoio!». 
Si era aperta la porta e lui aveva visto, fuori, un dromedario nero gigantesco, aveva udito tintinnare i sonagli dei finimenti sfiorati dal vento caldo del deserto. Poi una enorme faccia nera sotto un gran turbante nero era apparsa nel riquadro. L'eunuco nero era entrato nella stanza come una nuvola, con una scimitarra smisurata in pugno. Il Distruttore dei piaceri, il Dissociatore. La morte era giunta. 
Buio. Nulla. Il suo cuore aveva ceduto per sempre, ma lui non se ne accorse. 
Nulla. 
E poi apri gli occhi. Il cuore gli batteva vigorosamente. Si sentiva forte, fortissimo! I dolori della gotta ai piedi, l'atroce mal di fegato, le fitte al cuore: spariti, completamente. 
C'era un tale silenzio che udiva il suo stesso sangue circolargli in testa. Era da solo in un mondo senza suono.
Nella forte luce diffusa, vedeva. Quelle cose sopra, accanto e sotto di lui, che cos'erano? Dove si trovava? 


giovedì 19 settembre 2024

Cantami o Diva

L'Iliade e l'Odissea

"Cantami o Diva del pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei."
L'inizio dell'Iliade (tradotto da Vincenzo Monti) è una della frasi (insieme a Ei fu siccome immobile di Manzoni) che mi sono sempre rimaste impresse nella memoria fin dalle medie.
In quegli anni in tv c'era l'Odissea che mi appassionava e ricordo l'Ulisse interpretato da Bekim Fehmiu, la Penelope di Irene Papas e soprattutto Polifemo, il Ciclope che mi incuteva timore e ricordo anche la voce strusciante di Ungaretti che introduceva le puntate.
Poi anni dopo mi avvicinai ai libri e li il viaggio si fece illuminante.
C'è tutto in quei libri.
La grandezza e la miseria dell'uomo, gli eroismi e le furbizie, la guerra e il viaggio, 
l'amore e l'odio, la vita e la morte e su tutto la poesia di Omero che affascina e rapisce.
Si viaggia con Ulisse e si lotta con Achille ed Ettore incontrando uomini, donne e Dei
e quando chiudi i libri, dentro di te rimane la meraviglia e la potenza di due capolavori della letteratura. 
Ci sono libri che per chi ama la letteratura è un obbligo leggere: l'Iliade e l'Odissea sono tra questi. 

Io li ho riletti in queste edizioni curate e tradotte da Maria Grazia Ciani


 
L'ira canta, o dea, l'ira di Achille figlio di Peleo, l'ira funesta che ha inflitto agli Achei infiniti dolori, che tante anime forti ha gettato nell'Ade, tanti corpi di eroi ha dato in pasto ai cani e agli uccelli.
Si compiva il piano di Zeus dal giorno in cui la contesa divise fra loro Agamennone, signore di popoli, e il divino Achille. 
Chi mai, fra gli dei, li provocó alla contesa? 
 

 
 
L'Uomo, cantami, dea, l'eroe del lungo viaggio, colui che errò per tanto tempo dopo che distrusse la città sacra di Ilio. 
Vide molti paesi, conobbe molti uomini, soffrì molti dolori, nell'animo, sul mare, lottando per salvare la vita a sé, il ritorno ai suoi compagni. Desiderava salvarli, e non riuscì, per la loro follia morirono, gli stolti, che divorarono i buoi sacri del Sole: e Iperione li privò del ritorno. 
Di questi eventi narraci qualcosa, dea, figlia di Zeus. 






martedì 10 settembre 2024

Quel diavolo di Miller


Nei fumetti dei supereroi degli anni 80 esiste un prima e un dopo. 
Prima e dopo Claremont negli x-men, prima e dopo Moore, e un prima e un dopo Frank Miller in Devil.
La differenza con gli altri è che Miller oltre scrittore è un disegnatore coi fiocchi. 
Miller come disegnatore prese Devil dopo anni di un magnifico Gene Colan da un tratto elegante e dinamico
Dopo un inizio in cui disegna su testi d'altri inizia il suo cammino introducendo Elektra
e riscrivendo lentamente le origini del diavolo rosso. 
Il Devil di Miller è più urbano, meno supereroe e sicuramente più tormentato, prende uno dei nemici più importanti dell'uomo ragno e lo fa diventare la sua nemesi, Kingpin; un altro lo trasforma nel suo contraltare malvagio, Bullseye. 

E poi con alle matite David Mazzucchelli crea la storia che è il suo capolavoro su Devil: Born Again. 
La caduta di Matt Murdock e la sua rinascita, dove l'uomo viene portato alla sua lenta distruzione e poi lentamente 
alla risalita. 
Devil dopo Miller non sarà più lo stesso. 

Poi Miller lascia Devil sfornando altri capolavori come Batman e SIn City. 
Ma questa è un'altra storia. 


domenica 25 agosto 2024

Polli e aquile

Nella vita può succedere. A me è capitato.
Di entrare in un periodo buio in cui non si vede via d'uscita. Di vedere crollare intorno a te tutto quello che avevi costruito. Di scoprire che quello che credevi era falso e chi ti stava intorno era altrettanto falso.
E che ti trovi a percorrere una strada dove quello che ritenevi impossibile è accaduto. 
Con un terremoto interiore che stravolge la tua vita e sai che niente potrà essere uguale a prima. 
A volte capita, e a volte capita altresi, che trovi aiuto in qualcosa che non ti aspettavi. Il mio cuore era pesante ed entrai in libreria alla ricerca di qualcosa da leggere che mi distraesse dalle mie ossessioni.
E presi un libro che in qualsiasi altro momento non mi avrebbe interessato:
Messaggio ad un aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello
Perchè lo presi? Forse perché in quel periodo mi sentivo sicuramente un pollo dato che avevo creduto a chi non meritava o forse perché la copertina come era capitato altre volte mi aveva colpito e incuriosito (una sorta di fumetto ed io ho sempre amato i fumetti)? Quien sabe? 
La realtà è che era il libro giusto al momento giusto. 
Mi ha dato sia quella spinta di cui avevo bisogno in quel frangente e sia dei suggerimenti che mi hanno aiutato:
tra i quali annullare i pensieri concentrandosi o sul respiro o sul vento che ti muove i capelli o sui battiti del cuore che puoi sentire su alcune parti del tuo corpo, piedi, mani ecc.
A volte serve solo qualcosa che sei pronto a sentire, che ti aiuti ad arrivare a svoltare l'angolo, perché dietro l'angolo c'è sempre qualcosa per cui vale la pena vivere. 
E per me dietro l'angolo sarebbe arrivato qualcosa che avrebbe dato il vero senso alla mia vita. 


Incipit
Il risveglio
Spiritualità significa risveglio.
La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. 
Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano i figli dormendo, muioino dormendo senza mai svegliarsi. 
Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.
Sapete, tutti i mistici, cattolici, cristiani, non cristiani, quale che sia la loro teologia, la loro religione, concordano su una cosa: che tutto va bene, tutto va bene. Sebbene regni il caos, tutto va bene. 
Certo, è uno strano paradosso. 
Purtroppo, però, la maggior parte della gente non arriva mai a capire che tutto va bene, perché è immersa nel sonno. 
Ha un incubo. 
L'anno scorso, alla televisione spagnola, ho sentito una storiella su un tizio che bussa alla porta di suo figlio. 
«Jaime» dice, «svegliati!» 
Jaime risponde «Non voglio alzarmi, papà».
Il padre urla «Alzati, devi andare a scuola». 
Jaime dice «Non voglio andare a scuola». 
«E perché no?» chiede il padre. 
«Ci sono 3 ragioni» risponde Jaime. 
«Prima di tutto, é una noia; secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo, io odio la scuola.» 
E il padre dice: «Bene, adesso io ti dirò 3 ragioni per cui devi andare a scuola: primo perché è tuo dovere; secondo, perché hai 45 anni, e terzo, perché sei il preside.» 
Svegliatevi, svegliatevi! Siete adulti. Siete troppo grandi per dormire. Svegliatevi! Smettete di trastullarvi coi vostri giocattoli. 
La maggior parte della gente afferma di voler uscire dall'asilo infantile, ma non bisogna crederle. Non credeteci! 
La gente vuole solo aggiustare i propri giocattoli rotti. «Ridatemi mia moglie. Ridatemi il mio lavoro. Ridatemi i miei soldi. Ridatemi la mia reputazione, il mio successo.» 
È questo che vogliono le persone: nuovi giocattoli. Tutto qui. Persino i migliori psicologi potranno dirvi che le persone non vogliono realmente essere curate. Quel che cercano è il sollievo; una cura sarebbe troppo dolorosa. 
Svegliarsi è spiacevole, sapete. 
Uno se ne sta lì nel letto, bello comodo. 
È irritante essere svegliato. 
Per questo il saggio guru non tenta di svegliare la gente. 
Spero di saper essere saggio, in quest'occasione, e di non fare alcun tentativo per svegliarvi, se state dormendo. 
In effetti non sono affari miei, anche se di tanto in tanto vi dico: «Svegliatevi!» 
Io non devo far altro che andare avanti per la mia strada, ballare la mia danza. 
Se ne saprete approfittare, bene; altrimenti, pazienza! 
Come dicono gli arabi, « la natura della pioggia è sempre la stessa, ma fa crescere le spine nelle paludi e i fiori nei giardini.» 


sabato 27 luglio 2024

Opinioni di un clown di Boll


Uno dei miei libri di formazione, letto a 18 anni e riletto almeno 1 altra volta negli anni (la bellezza di rileggere dei libri che hai amato e scoprire nuove cose che prima non ti avevano colpito e accorgerti quanto sei cambiato).
La parabola discendente del clown Hans con il suo amore ormai senza speranza per la cattolica Maria, la feroce critica alla società tedesca del dopoguerra in queste pagine di Heinrich Boll.

Sono un clown e faccio raccolta di attimi.

"I cattolici mi rendono nervoso perché sono sleali." 
"E I protestanti?" 
"Quelli mi fanno star male con quel loro pasticciare intorno alla coscienza." 
"E gli atei?" 
"Quelli mi annoiano perché parlano sempre di Dio." 

Una sola cosa è sicura: chi colleziona arte non è artista.

Tutti sanno che un clown deve essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì, non arrivano.

C'è una medicina di effetto momentaneo: l'alcool. Ci sarebbe una guarigione duratura:Maria. Maria mi ha lasciato. Un clown che comincia a bere perde quota rapidamente, precipita più rapidamente di un operaio ubriaco che cada da un tetto.

Naturalmente, a tutti quelli che conosceva, Herbert  raccontava di essere stato nazista e antisemita, ma che "la storia gli aveva aperto gli occhi".E pensare che ancora il giorno prima che gli americani entrassero a Bonn aveva fatto esercitare i ragazzini nel parco di casa nostra e aveva detto loro "Quando vedete il primo porco ebreo, avanti a tutta forza con le granate."

Avevo voglia di piangere: la biacca sul viso me lo impediva, era così perfetta con quelle crepe, con quei punti in cui il gesso cominciava a sfogliarsi; le lacrime avrebbero rovinato tutto. Avrei potuto piangere, dopo, a recita finita, se ne avessi avuto ancora voglia. L'abito professionale è la corazza migliore che esista, vulnerabili sono soltanto i santi o i dilettanti. 



mercoledì 24 luglio 2024

Un po' di nostalgia: i miei primi fumetti

1)Topolino: che altro?
Il mondo Disney è stato l'apripista di quella che sarebbe diventata una mia passione, i fumetti. 
Più Paperino che Topolino, Pippo e la sua trasformazione in SuperPippo, Paperoga completamente fuori di testa, Zio Paperone e i bassotti, Archimede, Eta Beta, Macchia Nera, ho letto la prima avventura di Paperinik (mitico), Pico de Paperis, la strega Amelia, Paperetta ye ye e tanti altri mi hanno proiettato in un mondo di disegni e fantasia.

Una delle monete in regalo

2) Probabilmente prima di Topolino ci sono stati altri fumetti di cui ho un vaghissimo ricordo: Tiraemolla, Geppo, Nonna Abelarda. 

3) Il monello e l'Intrepido
In quelle pagine oltre a molte copertine di Walter Molino, un grande, ho scoperto tante storie autoconclusive e serie come Lone Wolf o Sorrow disegnato da Giovanni Freghieri. 


e poi vennero i supereroi marvel e Alan Ford pubblicati dalla Corno, le serie della Sergio Bonelli Editore, Lanciostory con L'Eternauta e la città, Linus, Alter ma questa è un'altra storia.