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lunedì 22 dicembre 2025

Piccole Perle

Da Per chi suona la campana
di Ernest Hemingway 
traduzione di Maria Napolitano Martone

 
 
Ci fu poi per Maria l'odore dell'erica schiacciata e la ruvidezza degli steli piegati sotto la sua testa e il sole brillò sugli occhi chiusi. Per tutta la sua vita egli non potrà dimenticare la curva di quel collo, e la testa rovesciata tra le radici dell'erica, e le labbra che si muovono appena, e le ciglia palpitanti sugli occhi chiusi per scacciare il sole, ed ogni cosa; per Maria tutto era rosso e arancione e d'oro per il sole sugli occhi chiusi, e tutto aveva il colore; tutto, il riempirsi, il possedere, il dare, tutto aveva quel colore stesso, in una cecità che era di quel colore. Per lui era una via oscura che non portava in nessun posto, e ancora in nessun posto, di nuovo in nessun posto, di nuovo ancora in nessun posto e sempre eternamente in nessun posto, coi gomiti duramente affondati nella terra, nel buio, senza fine verso nessun posto, sempre e continuamente sospeso verso l'ignoto nessun posto, ma per rinascere di nuovo e sempre in nessun posto, insopportabilmente ora, su, su, su e in nessun posto, e poi bruscamente, roventemente, tutto il "Nessun posto" svanito e il tempo assolutamente fermo e loro due lì, il tempo essendosi fermato; ed egli sentì la terra mancare sotto di sé e sprofondarsi.
Poi fu steso sul fianco, la testa affondata nell'erica; odoravano i fiori, le radici, la terra, e il sole brillava su tutto e qualcosa gli grattava le spalle nude e i fianchi, e la ragazza gli giaceva davanti con gli occhi sempre chiusi e a un tratto li aprì e gli sorrise ed egli disse con enorme stanchezza e in tono molto distante ma cordiale:«Ciao, coniglietto».
E lei sorrise e disse in tono nient'affatto distante: «Ciao,mio Inglés». 



domenica 17 agosto 2025

L'insana commedia


L'insana commedia
Quest'irti colli
travolti da perverso furore
bruciano.
Dov'è la calma?
Cos'è questo assordante vento
che annuncia l'arrivo
della tempesta finale? 
Gloriandoci delle imperfezioni
ci abbuffiamo di spine,
flagellandoci di ostacoli. 
Per chi suona la campana 
se non per la nostra stupida arroganza?
Dov'è l'età della ragione
che ripulisce il sangue accumulato
sulle nostre mani? 
Quanto vorrei trovare l'isola che non c'è
e librarmi in aria con Trilli e Peter
fuggire da quest'insana commedia
in cui l'inferno è tatuato
con lettere di fuoco nel nostro cuore 
mentre le lacrime di coccodrillo
c'innondano.
Quanto vorrei tuffarmi nel fiume della vita
per risorgere nella valle dell'Eden 
senza il peccato originale
di quest'umanità predatrice. 
Siamo spettatori e attori
della trama creata
da un Dio sconosciuto
figlio dell'ipocrisia
e del lato oscuro della nostra forza.
Abbiamo piantato i fiori del male
sul cadavere putrefatto
della nostra indifferenza
e ce ne saziamo,
sentendo il richiamo della foresta
che libera il famelico lupo in noi.
È la solita infinita storia
Sempre in perenne lotta
tra gli angeli e i demoni
lasciamo che il fuoco divampi
mentre decidiamo da che parte stare. 
Dimenticando l'infinito che è in noi
seguiamo come pecore al macello
qualsiasi profeta di sventura
che ci avvicina sempre più 
ai bordi dell'apocalisse
Se questo è un uomo
l'uomo che ride
del dolore del fratello, 
l'uomo che si benda
per non vedere le lezioni della storia, 
l'uomo che si erge a Dio
decidendo chi vive e chi muore, 
io abdico a questa umanità 
sanguinaria. 
Razza di idioti! 
Camminiamo su di una strada
devastata dalla nostra cupidigia, 
senza un briciolo di nausea, 
sempre più miserabili 
con il cuore colmo di tenebra

P.C, 03/25

martedì 25 marzo 2025

Rocambole e Fantomas

Da ragazzo la mia curiosità spaziava in più campi e nell'ambito delle letture mi avvicinai a due serie di eroi neri. 
Due geni del male francesi che per un po' di tempo con le loro avventure mi hanno affascinato. 
Rocambole e Fantomas, il primo criminale trasformista antisegnano del Diabolik delle sorelle Giussani e di Kriminal di Magnus e Bunker. 
Se Rocambole (dai cui rocambolesco) nei vari libri diviene un eroe buono Fantomas è l'assassino senza pietà e la lotta con l'ispettore Juve e il giornalista Fandor è la base su cui si sviluppano le sue avventure. 
Le copertine di Karel Thole per Fantomas era quel tocco in più che mi faceva propendere per i suoi libri. 

Rocambole
L'eredità misteriosa

Prologo

Era l'anno 1812. La Grande Armata compiva la sua ritirata, lasciando dietro di sé Mosca e il Cremlino in fiamme, e la metà dei suoi battaglioni nei flutti ghiacciati della Beresina. Nevicava. L'occhio non scorgeva che terra coperta di neve e un cielo grigiastro.



Fantomas
1
Il genio del crimine 
«Fantomas!» 
«Come dite?» 
«Ho detto... Fantomas.» 
«E cosa significa?» 
«Tutto... e niente!» 
«E allora chi è?» 
«Nessuno. Eppure è qualcuno!» 
«Ma, insomma, che cosa fa questo qualcuno?» 
«Fa paura!» 





domenica 23 febbraio 2025

Verso l'ignoto

Da ragazzo una delle tante mie curiosità era verso tutto ciò che rappresentava l'ignoto, le cosiddette scienze occulte.
Astrologia, alchimia, chiromanzia, numerologia, spiritismo, sciamanesimo, ufologia e company stuzzicavano la mia curiosità. 
"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia." come disse Amleto. 
Tra cieli di nascita, lettura della mano e sedute spiritiche con pizzichi di telepatia ho fatto dei piccoli viaggi nel mistero che hanno socchiuso una porta su dei campi che mi incuriosivano.
 in questa "ricerca" più o meno spirituale ci sono stati libri che mi hanno aiutato, alcuni lasciando semi che hanno germogliato altri come semplice passeggiata. 
Eccone alcuni:

Il mattino dei maghi
di Pauwels e Bergier
 
 
dall'introduzione
Questo libro non è un romanzo, benché il proposito sia romanzesco. Non appartiene alla fantascienza, benché si costeggino miti che ispirano quel genere. Non è una raccolta di fatti bizzarri, benché l'angelo del Bizzarro vi si trovi a suo agio. 
Non è neanche un contributo scientifico, il veicolo di un insegnamento ignoto, una testimonianza, un documentario, o materia di un romanzo. È il racconto, a volte trasfigurato e a volte esatto, di un primo viaggio nei campi della conoscenza ancora poco esplorati. Come nei quaderni dei navigatori del Rinascimento, vi si mescolano il magico e il vero, l'estrapolazione azzardata e la visione esatta.


In viaggio con lo stregone (Gli insegnamenti di Don Juan) e gli altri libri di Carlos Castaneda
 
Dall'ultima di copertina
Carlos Castaneda racconta il suo apprendistato filosofico sotto la guida di un indio yaqui di nome Juan Matus, sciamano dalla personalità magnetica, e ci accompagna lungo un percorso iniziatico che conduce fino alle regioni inesplorate della nostra interiorità. Attraverso la descrizione delle pratiche rituali in in uso presso la stirpe di Don Juan, Castaneda ci insegna ad abbandonare i canoni di pensiero occidentali e a intraprendere un cammino di conoscenza e di ricerca interiori, per arrivare a riconoscere l'esistenza di una vita che trascende i confini della mera percezione sensibile. 


L'inizio dell'insegnamento
«Mi insegni quello che sai sul peyote, don Juan?» 
«Perchè vuoi acquisire questa conoscenza?» 
«Vorrei proprio saperne di più. Il desiderio di conoscere non è un motivo sufficiente?» 
«No! Devi trovare nel tuo cuore la ragione per cui un giovane come te vuole svolgere questo compito.» 
«Tu perché l'hai fatto, don Juan?» 
«Perché me lo chiedi?» 
«Forse il motivo è lo stesso.» 
«Ne dubito. Io sono indiano. I nostri percorsi sono diversi.» 
«L'unica ragione che ho è che voglio conoscerlo, solo per saperne di più. Ma ti assicuro, don Juan, che le mie intenzioni non sono cattive.» 
«Lo so.» 
«Cosa?» 
«Non ha importanza adesso. Conosco le tue intenzioni.» 
«Vuoi dire che mi hai letto il pensiero?» 
«Puoi metterla in questo modo.» 
«Mi insegnerai allora?» 
«No!» 
«Non vuoi farlo perché non sono indiano?» 
«No. Il motivo è che non conosci il tuo cuore. È importante che tu sappia esattamente perché vuoi farti coinvolgere. Conoscere il mescalito è un impegno serio. Se tu fossi indiano, il tuo desiderio di conoscere basterebbe. Pochi indiani lo possiedono.» 

André Barbault
Trattato pratico di Astrologia
 



Un viaggio nell'astrologia, per saperne qualcosa di più. 


Storia dell'Alchimia
Sull'alchimia un mio caro amico pittore (esperto della materia) mi presto un libro di cui non ricordo il nome che mi diede modo di conoscere personaggi affascinanti come Alberto Magno, Ruggero Bacone, il principe di San Severo, Nicola Flamel, Raimondo Lullo, Nicolas Flamel, Paracelso per finire ai tempi moderni con Fulcanelli e altri. 

La curiosità è una spinta importante alla conoscenza, di qualsiasi natura si tratti. 
E questa è stata una via personale all' avvicinarmi (sicuramente in modo non approfondito) a queste materie "oscure" ed è servita a conoscere di più me stesso per poi lasciare strade e intraprenderne altre. 
E in questo percorso ci sono state esperienze più o meno reali ma questa è un altra storia e ne parlerò in un altro post. 



venerdì 24 gennaio 2025

Passeggiando con Maigret

I miei primi incontri con Maigret risalgono ai primi anni 70 quando in tv trasmettevano gli sceneggiati interpretati da Gino Cervi. Ricordo quell'atmosfera con affetto e l'immagine di Gino Cervi ormai è introiettata in me e me la rivedo mentalmente ogni qualvolta leggo un romanzo di Simenon sulle avventure del Commissario.
Quell'immagine corpulenta, quegli sguardi sornioni, quella calma apparente e quella forza sono i tratti distintivi, almeno per me, del Commissario francese.
Piano piano negli anni ho letto molti libri di Simenon con il Commissario Maigret e rimane sempre un porto sicuro dove rifugiarsi e lasciarsi accompagnare lungo le strade di Parigi per risolvere con lui le indagini più svariate. Sedersi con lui nei bistrò, sentire l'odore del tabacco che si sprigiona dalla sua pipa, pedinare i sospettati, entrare nella Sureté, viaggiare sui treni quando necessita, conservare con la Signora Maigret e infine scoprire ciò che si tenta di tener celato.
Le indagini del Commissario Maigret rimangono sempre una piacevole compagnia.

 
Incipit
Il commissario Maigret della 1ª squadra mobile, alzò la testa ed ebbe l'impressione che il brontolio della stufa di ghisa posta al centro dell'ufficio e collegata al soffitto da un grosso tubo nero si stesse affievolendo. Spinse da parte il telegramma, si alzo pesantemente, regolò la valvola e gettó tre palate di carbone nel focolare. Poi, in piedi, con le spalle rivolte al fuoco, caricò la pipa e si allentò il colletto che,  per quanto molto basso, gli dava fastidio. 
Guardò l'orologio, segnava le quattro. La sua giacca era appesa a un gancio piantato dietro la porta. 
Si diresse lentamente verso la scrivania, rilesse il telegramma... 



martedì 17 dicembre 2024

l'unico, inimitabile Sherlock Holmes

Anche i Gialli fanno parte del mio bagaglio letterario e se si parla di Gialli non si può non parlare di Sherlock Holmes uno dei capostipiti dell'investigatore privato. 
Sherlock, Watson, il professor Moriarty, Mycroft, l'ispettore Lestrade, il 221 B di Baker Street e la Londra di fine ottocento creati dalla mente di Sir Arthur Conan Doyle. 
Che altro si può volere? 

Da Uno studio in rosso
Il primo incontro tra Sherlock e Watson

Nella stanza c'era un unico studente, chino su un tavolo lontano, assorto nel suo lavoro. Al suono dei nostri passi si guardò intorno e saltò in piedi con un grido di gioia. «L'ho trovato! L'ho trovato!», urlò al mio amico, precipitando verso di noi con una provetta in mano. «Ho trovato un reagente che precipita esclusivamente con l'emoglobina.» Se avesse scoperto una miniera d'oro non avrebbe potuto apparire più felice e radioso. 
«Il dottor Watson, il signor Sherlock Holmes» ci presentò Stamford. 
«Molto lieto», disse cordialmente, stringendomi la mano con una forza di cui non gli avrei dato credito. 
«Vedo che è stato in Afghanistan.» 
«Come diavolo fa a saperlo?», gli chiesi sbalordito. 
«Non importa» rispose ridacchiando fra se e se...


Da Il Segno dei quattro
Incipit
Sherlock Holmes prese il suo flacone dall'angolo della mensola del caminetto e la sua siringa ipodermica da un elegante astuccio di marocchino. Con le dita lunghe e nervose infiló l'ago sottile e arrotolo la manica sinistra della camicia. 
Per un po' osservò pensoso l'avambraccio muscoloso e il polso, costellata di innumerevoli segni di punture. 
Alla fine, infilò con gesto deciso la siringa, permette il pistone e si abbandonò nella poltrona di velluto con un lungo sospiro di soddisfazione. 
Da mesi ormai, tre volte al giorno assistevo a quella scena ma ancora non riuscivo ad abituarmi. Anzi, ogni giorno che passava mi irritava sempre più... 
... sentii all'improvviso di non potermi trattenere oltre. 
«Cos'è oggi» gli chiesi «morfina o cocaina?» 
Alzò languidamente lo sguardo dal vecchio volume in caratteri gotici che aveva aperto. 
«Cocaina» rispose «soluzione al 7 per cento. Vuole provarla?»... 

sabato 30 novembre 2024

Sulle strade dell'Avventura

I Romanzi d'avventura  mi hanno accompagnato nelle mie prime letture: dal Sandokan di Salgari al Comandante Nemo di Verne, dal Tarzan di Burroughs a Zanna Bianca di Jack London, per non parlare dell'ultimo mohicano di Cooper e dell'isola del tesoro di Stevenson
Solcare il mare con la tigre della Malesia o sotto il mare con il sommergibile di Nemo o viaggiare nel centro della terra o in giro per il mondo sempre con Verne, oppure nella giungla africana con Tarzan e le sue scimmie o udire il richiamo della foresta e cercare il tesoro con Long John Silver.
Che avventure sono state queste mie prime letture.

A cominciare da Salgari e il suo Sandokan, con Yanez, la perla di Labuan, l'isola di Mompracem, Tremal Naik e poi il corsaro nero con sua figlia Yolanda


per passare a Jules Verne  Ventimila leghe sotto i mari con Nemo, il Giro del mondo in 80 giorni con Phileas Fogg, il viaggio al centro della terra, l'isola misteriosa, Michele Strogoff


e poi Burroughs con la giungla del suo Tarzan, Jane e successivamente le avventure di John Carter di Marte


per arrivare al mio amato Jack London con il suo Richiamo della foresta e Zanna Bianca (per poi cominciare a leggere tutto quello che ha pubblicato) 


e poi L'ultimo dei Mohicani di Cooper con Occhio di falco e Uncas

e infine Stevenson con L'isola del Tesoro.

Il mio viaggio nella letteratura è iniziato con i cosiddetti romanzi d'avventura
ma fortunatamente non è ancora finito. 
L'avventura continua...

lunedì 18 novembre 2024

E venne Conan il barbaro

Era il 1973 e uscì in edicola per l'editoriale Corno una nuova serie dedicata ai supereroi marvel: gli albi dei supereroi. 
A differenza delle altre uscite questi avevano una particolarità : ogni uscita era dedicata ad un personaggio diverso che ciclicamente tornava, e in più tra i vari "eroi" apparivano tre personaggi totalmente fuori dal concetto di supereroe, due che venivano dal mondo dell'orrore Dracula e Licantropus e uno totalmente nuovo per me, Conan il barbaro
scritto da Roy Thomas e disegnato da Barry Windsor Smith. 
Fu una bella sorpresa, per i miei occhi di tredicenne, seguire le avventure di quel barbaro, ladro, mercenario e infine re, in un passato completamente ricreato, tra duelli, sangue, dei, mostri e donne splendide, fra cui spicca fra tutte Red Sonya, una indomabile guerriera dai capelli rossi. 
Con quei disegni B.W.S. è entrato nel Pantheon personale degli artisti dei fumetti che più amo e quei numeri in cui disegnó Conan sono magnifici.  
Dopo B. W. S. arrivò su quelle pagine John Buscema che rimase per anni il disegnatore ufficiale della serie. 
Scoprii che le storie erano tratte da libri scritti da un autore allora per me sconosciuto: Robert E. Howard. 
E, ovviamente, lessi i libri e fu cosa buona e giusta. 

Benvenuti nell'era hyboriana di 
Conan il cimmero


Questo libro edito dalla Mondadori contiene tutti i romanzi e i racconti  scritti da Robert E. Howard su Conan il barbaro. 

Da "La spada della fenice

"Sappi, o principe, che tra gli anni in cui gli oceani inghiottirono Atlantide e le sue fulgide città, e l'epoca in cui s'imposero i figli di Aryas, ci fu un'età inaudita in cui regni meravigliosi si stendevano come mantelli azzurri sotto il firmamento. I loro nomi erano Nemedia, Ophir, Brytunia, Iperborea, Zamora dalle bellezze brune e le torri infestante dai ragni, Zingara con la potente cavalleria, Koth al confine con la terra di Shem, Stigia e le sue tombe guardate dalle ombre, Ircania dai cavalieri vestiti di ferro, seta e d'oro. Ma il regno più potente era Aquilonia, che dominava incontrastata sull'occidente ricco di sogni. 
Fu in questo mondo che si fece strada Conan il cimmero, uomo dai capelli neri e gli occhi torvi, la spada sempre in pugno: un ladro, un pedone, un assassino dalle gigantesche malinconia e dai giganteschi scoppi d'allegria. Il suo destino era di piegare i troni della terrasotto un piede alzato di sandali."
Le cronache nemediane

1
Sulle guglie avvolte nell'ombra e le torri preziose della città regnavano il buio e il silenzio spettrali che precedono l'alba. In un vicolo scuro, uno dei tanti in un vero e proprio labirinto di strade tortuose, quattro individui mascherati uscirono furtivamente da una porta tenuta aperta da una mano nera... 



mercoledì 30 ottobre 2024

Sulle tracce degli Indiani d'America

La storia degli Indiani d'america è una storia di sopraffazione, lo sterminio di un popolo e la distruzione di una civiltà.
Ho cominciato a conoscere la loro storia attraverso i fumetti (Ken Parker tra questi è stato una rivelazione) per poi avvicinarmi a vari testi che ne descrivevano l'epopea.
Un cammino per conoscere sia la grandezza di guerrieri, capi indiani che sono entrati nel mito come Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Cochise, Nuvola Rossa, Geronimo e sia luoghi come Little bighorn, Sand creek, Il fiume Wichita ecc. 

Questi sono alcuni dei libri che ho letto e apprezzato.

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee
di Dee Brown


"Dove sono oggi i Pequot? Dove sono i Narragansett, i Mohicani, i Pokanoket e molte altre tribù del nostro popolo, un tempo potenti? Essi sono scomparsi a causa della cupidigia e dell'oppressione dell'Uomo Bianco, come neve al sole d'estate. Ci lasceremo distruggere a nostra volta senza lottare, rinunceremo alle nostre case, al nostro paese assegnato in eredità dal Grande Spirito, alle tombe dei nostri morti e ogni cosa che ci è cara e sacra? 
Sono certo che griderete con me: 
«Mai! Mai!» 
Tecumseh degli Shawnee

La cosa comincio con Cristoforo Colombo che diede al popolo il nome di Indios
Quegli europei, gli uomini bianchi, parlavano diversi dialetti, e alcuni pronunciavano la parola Indien, o Indianer, o Indian. Peaux-rouges o Pellerossa venne più tardi.... 



Storia degli Indiani d'america 
di Siegfried Augustin

Un lungo viaggio attraverso quattro secoli di storia. 


Alce Nero parla
di John Neihard
 
Vita di uno stregone dei Sioux Oglala

Amico, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri; e se fosse soltanto la storia della mia vita credo che non la racconterei, perché che cos'è un uomo per dare importanza ai suoi inverni anche quando sono già così numerosi da fargli piegare il capo come una pesante nevicata? Tanti altri uomini hanno vissuto e vivranno la stessa storia, per diventare erba sui colli. 
È la storia di tutta la vita che è santa e buona da raccontare, e di noi bipedi che la conviviamo con i quadrupedi e gli alati dell'aria e tutte le cose verdi; perché sono tutti figli di una stessa madre e il loro padre è un unico spirito.... 


Gli spiriti non dimenticano 
di Vittorio Zucconi


Cavallo Pazzo è tornato. 
Il suo spirito è qui, oggi, tra noi. 
Colui che arretra (1995)

La voce del vecchio Oglala Sioux mi disse: «Benvenuto nella terra dei Lakota», ma i suoi occhi avevano paura e chiedevano: «Che cosa vuoi da noi, straniero?». 
... Sto facendo una ricerca su Cavallo Pazzo, vorrei scrivere la storia della sua vita, del mistero spirituale che lo circonda e dell'ultima resistenza dei Sioux che lui guidó contro i bianchi... 

e nei fumetti
Storia del West
di Gino D'Antonio

Ken Parker
di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo


Magico Vento
di Gianfranco Manfredi

 
 


e poi finiamo in musica con
Fabrizio De André
Fiume Sand Creek


 

giovedì 19 settembre 2024

Cantami o Diva

L'Iliade e l'Odissea

"Cantami o Diva del pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei."
L'inizio dell'Iliade (tradotto da Vincenzo Monti) è una della frasi (insieme a Ei fu siccome immobile di Manzoni) che mi sono sempre rimaste impresse nella memoria fin dalle medie.
In quegli anni in tv c'era l'Odissea che mi appassionava e ricordo l'Ulisse interpretato da Bekim Fehmiu, la Penelope di Irene Papas e soprattutto Polifemo, il Ciclope che mi incuteva timore e ricordo anche la voce strusciante di Ungaretti che introduceva le puntate.
Poi anni dopo mi avvicinai ai libri e li il viaggio si fece illuminante.
C'è tutto in quei libri.
La grandezza e la miseria dell'uomo, gli eroismi e le furbizie, la guerra e il viaggio, 
l'amore e l'odio, la vita e la morte e su tutto la poesia di Omero che affascina e rapisce.
Si viaggia con Ulisse e si lotta con Achille ed Ettore incontrando uomini, donne e Dei
e quando chiudi i libri, dentro di te rimane la meraviglia e la potenza di due capolavori della letteratura. 
Ci sono libri che per chi ama la letteratura è un obbligo leggere: l'Iliade e l'Odissea sono tra questi. 

Io li ho riletti in queste edizioni curate e tradotte da Maria Grazia Ciani


 
L'ira canta, o dea, l'ira di Achille figlio di Peleo, l'ira funesta che ha inflitto agli Achei infiniti dolori, che tante anime forti ha gettato nell'Ade, tanti corpi di eroi ha dato in pasto ai cani e agli uccelli.
Si compiva il piano di Zeus dal giorno in cui la contesa divise fra loro Agamennone, signore di popoli, e il divino Achille. 
Chi mai, fra gli dei, li provocó alla contesa? 
 

 
 
L'Uomo, cantami, dea, l'eroe del lungo viaggio, colui che errò per tanto tempo dopo che distrusse la città sacra di Ilio. 
Vide molti paesi, conobbe molti uomini, soffrì molti dolori, nell'animo, sul mare, lottando per salvare la vita a sé, il ritorno ai suoi compagni. Desiderava salvarli, e non riuscì, per la loro follia morirono, gli stolti, che divorarono i buoi sacri del Sole: e Iperione li privò del ritorno. 
Di questi eventi narraci qualcosa, dea, figlia di Zeus. 






domenica 25 agosto 2024

Polli e aquile

Nella vita può succedere. A me è capitato.
Di entrare in un periodo buio in cui non si vede via d'uscita. Di vedere crollare intorno a te tutto quello che avevi costruito. Di scoprire che quello che credevi era falso e chi ti stava intorno era altrettanto falso.
E che ti trovi a percorrere una strada dove quello che ritenevi impossibile è accaduto. 
Con un terremoto interiore che stravolge la tua vita e sai che niente potrà essere uguale a prima. 
A volte capita, e a volte capita altresi, che trovi aiuto in qualcosa che non ti aspettavi. Il mio cuore era pesante ed entrai in libreria alla ricerca di qualcosa da leggere che mi distraesse dalle mie ossessioni.
E presi un libro che in qualsiasi altro momento non mi avrebbe interessato:
Messaggio ad un aquila che si crede un pollo di Anthony De Mello
Perchè lo presi? Forse perché in quel periodo mi sentivo sicuramente un pollo dato che avevo creduto a chi non meritava o forse perché la copertina come era capitato altre volte mi aveva colpito e incuriosito (una sorta di fumetto ed io ho sempre amato i fumetti)? Quien sabe? 
La realtà è che era il libro giusto al momento giusto. 
Mi ha dato sia quella spinta di cui avevo bisogno in quel frangente e sia dei suggerimenti che mi hanno aiutato:
tra i quali annullare i pensieri concentrandosi o sul respiro o sul vento che ti muove i capelli o sui battiti del cuore che puoi sentire su alcune parti del tuo corpo, piedi, mani ecc.
A volte serve solo qualcosa che sei pronto a sentire, che ti aiuti ad arrivare a svoltare l'angolo, perché dietro l'angolo c'è sempre qualcosa per cui vale la pena vivere. 
E per me dietro l'angolo sarebbe arrivato qualcosa che avrebbe dato il vero senso alla mia vita. 


Incipit
Il risveglio
Spiritualità significa risveglio.
La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. 
Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano i figli dormendo, muioino dormendo senza mai svegliarsi. 
Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.
Sapete, tutti i mistici, cattolici, cristiani, non cristiani, quale che sia la loro teologia, la loro religione, concordano su una cosa: che tutto va bene, tutto va bene. Sebbene regni il caos, tutto va bene. 
Certo, è uno strano paradosso. 
Purtroppo, però, la maggior parte della gente non arriva mai a capire che tutto va bene, perché è immersa nel sonno. 
Ha un incubo. 
L'anno scorso, alla televisione spagnola, ho sentito una storiella su un tizio che bussa alla porta di suo figlio. 
«Jaime» dice, «svegliati!» 
Jaime risponde «Non voglio alzarmi, papà».
Il padre urla «Alzati, devi andare a scuola». 
Jaime dice «Non voglio andare a scuola». 
«E perché no?» chiede il padre. 
«Ci sono 3 ragioni» risponde Jaime. 
«Prima di tutto, é una noia; secondo, i ragazzi mi prendono in giro; terzo, io odio la scuola.» 
E il padre dice: «Bene, adesso io ti dirò 3 ragioni per cui devi andare a scuola: primo perché è tuo dovere; secondo, perché hai 45 anni, e terzo, perché sei il preside.» 
Svegliatevi, svegliatevi! Siete adulti. Siete troppo grandi per dormire. Svegliatevi! Smettete di trastullarvi coi vostri giocattoli. 
La maggior parte della gente afferma di voler uscire dall'asilo infantile, ma non bisogna crederle. Non credeteci! 
La gente vuole solo aggiustare i propri giocattoli rotti. «Ridatemi mia moglie. Ridatemi il mio lavoro. Ridatemi i miei soldi. Ridatemi la mia reputazione, il mio successo.» 
È questo che vogliono le persone: nuovi giocattoli. Tutto qui. Persino i migliori psicologi potranno dirvi che le persone non vogliono realmente essere curate. Quel che cercano è il sollievo; una cura sarebbe troppo dolorosa. 
Svegliarsi è spiacevole, sapete. 
Uno se ne sta lì nel letto, bello comodo. 
È irritante essere svegliato. 
Per questo il saggio guru non tenta di svegliare la gente. 
Spero di saper essere saggio, in quest'occasione, e di non fare alcun tentativo per svegliarvi, se state dormendo. 
In effetti non sono affari miei, anche se di tanto in tanto vi dico: «Svegliatevi!» 
Io non devo far altro che andare avanti per la mia strada, ballare la mia danza. 
Se ne saprete approfittare, bene; altrimenti, pazienza! 
Come dicono gli arabi, « la natura della pioggia è sempre la stessa, ma fa crescere le spine nelle paludi e i fiori nei giardini.» 


sabato 27 luglio 2024

Opinioni di un clown di Boll


Uno dei miei libri di formazione, letto a 18 anni e riletto almeno 1 altra volta negli anni (la bellezza di rileggere dei libri che hai amato e scoprire nuove cose che prima non ti avevano colpito e accorgerti quanto sei cambiato).
La parabola discendente del clown Hans con il suo amore ormai senza speranza per la cattolica Maria, la feroce critica alla società tedesca del dopoguerra in queste pagine di Heinrich Boll.

Sono un clown e faccio raccolta di attimi.

"I cattolici mi rendono nervoso perché sono sleali." 
"E I protestanti?" 
"Quelli mi fanno star male con quel loro pasticciare intorno alla coscienza." 
"E gli atei?" 
"Quelli mi annoiano perché parlano sempre di Dio." 

Una sola cosa è sicura: chi colleziona arte non è artista.

Tutti sanno che un clown deve essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì, non arrivano.

C'è una medicina di effetto momentaneo: l'alcool. Ci sarebbe una guarigione duratura:Maria. Maria mi ha lasciato. Un clown che comincia a bere perde quota rapidamente, precipita più rapidamente di un operaio ubriaco che cada da un tetto.

Naturalmente, a tutti quelli che conosceva, Herbert  raccontava di essere stato nazista e antisemita, ma che "la storia gli aveva aperto gli occhi".E pensare che ancora il giorno prima che gli americani entrassero a Bonn aveva fatto esercitare i ragazzini nel parco di casa nostra e aveva detto loro "Quando vedete il primo porco ebreo, avanti a tutta forza con le granate."

Avevo voglia di piangere: la biacca sul viso me lo impediva, era così perfetta con quelle crepe, con quei punti in cui il gesso cominciava a sfogliarsi; le lacrime avrebbero rovinato tutto. Avrei potuto piangere, dopo, a recita finita, se ne avessi avuto ancora voglia. L'abito professionale è la corazza migliore che esista, vulnerabili sono soltanto i santi o i dilettanti. 



sabato 13 luglio 2024

L'imprescindibile Asimov

Uno dei miei tanti amori letterari è la fantascienza e se dici fantascienza, per me, dici Asimov.
Il buon dottore, dopo Verne da ragazzino, è stato il primo scrittore di fantascienza da me letto;ed ho iniziato da un caposaldo "Cronache della galassia", il primo (per allora) romanzo del ciclo delle Fondazioni. 
Quello che mi ha attirato nel comprarlo fu la copertina di quell'oscar Mondadori.
Ovviamente di Karel Thole, un grande. 
E poi inizió il viaggio con Isaac. 
Hari Sheldon e la Psicostoria, la seconda Fondazione, il Mulo, il ciclo dei Robot con le famose tre leggi della Robotica, il ciclo dell'impero e i romanzi di unione che quel geniaccio di Asimov scrisse per collegare i tre cicli tra di loro, i racconti con le sue divertenti prefazione e infine i pochi romanzi slegati da i cicli.
Il "tocco'" di Asimov ha contribuito a rendere grande la fantascienza e mi ha aperto un mondo nuovo che è stato ed è piacevole visitare. 

Cronache della Galassia 
(Incipit) 
Gli Psicostorici
Hari Sheldon... nato nell'anno 11.988 dell'era Galattica, morto nel 12.069.
Nell'attuale calendario dell'era della Fondazione questi anni corrispondono agli anni meno 79 e primo. 
... La Psicostoria fu la scienza la quale portò il maggiore contributo. Seldon ne approfondi lo studio ricavano da una raccolta di pochi assiomi una profonda scienza statistica... 
... Il documento più importante che possediamo sulle vicende della sua vita è una biografia scritta da Gaal Dornick il quale, in gioventù, aveva conosciuto il grande matematico due anni prima che morisse. 
La storia del loro incontro... 
ENCICLOPEDIA GALATTICA


Per chi volesse leggere i libri di Asimov, lui scrisse una sua personale cronologia dei vari cicli in prefazione al libro Preludio alla Fondazione (con l'aggiunta di Fondazione anno zero pubblicato postumo):
Ciclo dei Robot
1 Tutti i miei Robot (1982)
2 Abissi d'acciaio (1954)
3 Il sole nudo (1958)
4 I robot dell'alba (1983)
5 I robot e l'impero (1985)
Ciclo dell'impero
6 Le correnti dello spazio (1952)
7 Il tiranno dei mondi (1951)
8 Paria dei cieli (1950)
Ciclo della Fondazione
9 Preludio alla Fondazione (1988)
10 Fondazione anno zero (1993)
11 Cronache dalla galassia (1951)
(o Fondazione) 
12 Il crollo della galassia centrale (1952)
(o Fondazione e Impero) 
13 L'altra faccia della spirale (1953)
(o Seconda Fondazione) 
14 L'orlo della Fondazione (1982)
15 Fondazione e Terra (1983). 

Ovviamente Asimov scrisse romanzi (Neanche gli dei, la fine del l'eternità ecc.) e soprattutto tanti racconti al di fuori dei cicli otre a diversi saggi scientifici. 
Cercate, gente, cercate.
E, se non lo avete già fatto, fate anche voi un buon viaggio con Isaac Asimov.



venerdì 14 giugno 2024

I miei tessssori Parte quinta

Quinta parte 
di una miscellanea di libri che hanno rappresentato e rappresentano una parte importante della mia vita.
Classici, moderni, fumetti, fantascienza, 
gialli, fantasy, alti, bassi, storti ed obligui. 
De gustibus non est disputandum.

Topolino
di Walt Disney
Dove tutto è iniziato. 

La ricerca dell'assoluto
di Honoré De Balzac

Eureka! 

Hyperion
di Dan Simmons
Sette pellegrini in cammino verso le tombe del tempo dove abita lo Sharkle


L'amico ritrovato
di Fred Hulman
 
L' amicizia tra due ragazzi, uno ebreo e l'altro di origine nobile, ai tempi della Germania nazista. 


Le Tigri di Mombracem
di Emilio Salgari
Le avventure di Sandokan e la perla di Labuan

Poesie
di Garcia Lorca
Alle 5 della sera 

Uno, Nessuno e Centomila
Il fu Mattia Pascal
di Luigi Pirandello
Le maschere di Pirandello

SIn City
di Frank Miller

Il bianco e nero di Miller
 nella città del peccato. 


Seppellite il mio cuore a Woundon Knee
di Dee Brown
"Il cerchio della nazione è rotto e i suoi frammenti sono sparsi. Il cerchio non ha più centro. E l'albero sacro è morto."

Conan il barbaro
di Robert E. Howard
e la trasposizione a fumetti
di Roy Thomas e Barry Windsor Smith
Il cammino di Conan il barbaro 
dalla selvaggia Cimmeria a Re di Aquilania


Tutti gli uomini sono mortali
di Simone De Beauvoir


La condanna di una vita senza fine. 


La serie del commissario Ricciardi
di Maurizio De Giovanni
A Napoli durante il fascismo 
un commissario che vede i morti cogliendone l'ultimo pensiero
 e la sua storia d'amore con Enrica.