Era l'estate del 1979. E stavo per intraprendere un viaggio che mi avrebbe portato in Calabria.
Quello che si potrebbe definire un viaggio di formazione.
Ero con due amici, conosciuti da poco, e in macchina andavamo a trovare una mia compagna di scuola, di cui iniziavo ad innamorarmi, in vacanza nel suo paese d'origine.
In macchina avevamo la musicassetta di Lucio Dalla e l'ascoltavamo a tutto volume.
L'anno che verrà, Anna e Marco, Stella dimare, Cosa sarà, l'ultima luna mi hanno accompagnato in quel viaggio e in quell'estate.
Li in quella spiaggia Calabra i miei sogni sarebbero stati presi a schiaffi dalla realtà, e avrei cominciato a capire che tra quello che speri e quello che è, c'è in mezzo un oceano.
La musica di Dalla mi ricorda il sorriso e i ricci scuri d'un amore idealizzato durato anni tra illusioni e realtà.
Peró quant'è bello innamorarsi di un sogno.
Anche se è più bello ancora l'amore reale.
In quell'estate conobbi la donna che, anni dopo, sarebbe divenuta la compagna della mia vita e la madre di mio figlio.
Ma questa è un'altra storia.
Ci sono anni nella vita di un uomo che sono pietre miliari, degli spartiacque.
Il 1979 è stato uno di questi.
E Dalla in quell'anno è stato un compagno gradito.
Io un giorno crescerò E nel cielo della vita volerò Ma un bimbo che ne sa Sempre azzurra non può essere l'età
Poi una notte di settembre mi svegliai Il vento sulla pelle Sul mio corpo il chiarore delle stelle Chissà dov'era casa mia E quel bambino che giocava in un cortile
Io, vagabondo che son io Vagabondo che non sono altro Soldi in tasca non ne ho Ma lassù mi è rimasto Dio
Sì, la strada è ancora là Un deserto mi sembrava la città Ma un bimbo che ne sa Sempre azzurra non può essere l'età
Poi una notte di settembre me ne andai Il fuoco di un camino Non è caldo come il sole del mattino Chissà dov'era casa mia E quel bambino che giocava in un cortile
Io, vagabondo che son io Vagabondo che non sono altro Soldi in tasca non ne ho Ma lassù mi è rimasto Dio
Io, vagabondo che son io Vagabondo che non sono altro Soldi in tasca non ne ho Ma lassù mi è rimasto Dio Vagabondo che son io Vagabondo che non sono altro Soldi in tasca non ne ho Ma lassù mi è rimasto Dio
Esistono canzoni e musiche che ti accompagnano in un periodo della tua vita e che riascondandole ti fanno affiorare ricordi piacevoli.
Samarcanda di Roberto Vecchioni insieme al Bolero di Ravel si associano ad uno dei periodi più belli della mia vita.
Mio figlio era piccolo e io mettevo o l'una o l'altra perché a lui piaceva, quando arrivava il ritornello di Samarcanda (op op cavallo), corrermi incontro e saltarmi in braccio e poi io lo dondolavo a ritmo di musica, altrettanto facevo in vari momenti del Bolero.
La sua faccia felice e le sue risate di bambino è uno dei piú bei regali che mi ha fatto la vita.
Ci sono dei film che continuano a riproporre ad ogni natale e fanno capire quanti anni hai.
Uno è La vita è meravigliosa e l'altro è Una poltrona per due; io faccio parte di coloro che sono cresciuti con il film di Frank Capra interpretato da James Stewart.
Quanto ero contento quando a Natale lo ritrasmettevano, questa favola "moderna" mi riempiva il cuore.
"Meglio se non ero mai nato", è su questo che si dipana il film e crea una storia che manda un messaggio di ottimismo che ogni tanto fa bene rivedere. Ognuno di noi è un tassello di una storia più grande e tutti siamo in un modo o nell'altro collegati, se togli quel tassello tutto crolla e cambia.
La storia d'amore di George Bailey e la sua Mary, l'angelo di seconda classe Clarence, il cattivo Henry Potter e tanti altri personaggi secondari ma non meno caratterizzati ti fanno passare un paio d'ore spensierate.
Trailer italiano di la vita è meravigliosa
E in più, una chicca che lo rende ancora più importante.
La storia viene ripresa in parte nel testo di Meraviglioso di Domenico Modugno,
Gigi Proietti è stato uno degli artisti a cui sono affezionato di più.
Da quando ero ragazzo al tempo del teatro tenda e del suo spettacolo "A me gli occhi, please" è stato un piacere ed un divertimento ascoltarlo sia con le sue canzoni che con i suoi sketch o le sue barzellette. Ogni volta che appariva in tv non mancavo di vederlo. È stato un vero dispiacere per me quando è morto.
Fortunatamente il web ti può far rivedere le sue esibizioni quando vogliamo e questa "è cosa buona e giusta".
E quindi Signori e Signore
ecco a voi:
Il cavaliere nero
(perché ogni tanto bisognerebbe essere un pó cavaliere nero)
Se dovessi dire quale cantante rappresenta al meglio i miei vent'anni questo è Francesco Guccini.
Ricordo I suoi concerti, soprattutto quelli a Castel Sant'Angelo, e la sua capacità di coinvogerti completamente nella sua musica e non solo. Tra una canzone e l'altra, con un bicchiere di vino in mano, i suoi racconti ci divertivano e ci coinvolgevano creando tra di noi una comunione che raramente ho riprovato nuovamente.
E noi, in quegli anni, ci facevamo trascinare dalle emozioni delle sue canzoni più politiche come La Locomotiva, Dio é morto e Auschwitz o da quelle più intimiste come Vedi Cara, il vecchio e il bambino, Canzone per un'amica o Cyrano.
Quante belle canzoni ha scritto Francesco Guccini in questi anni.
È un grande poeta, un grande cantante ed un grande uomo il "mio" Francesco Guccini.
Dio è morto
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia nella ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già,
dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo di mondo
fatto da città,
essere contro ad ingoiare
la nostra stanca civiltà
e un dio che é morto,
ai bordi delle strade dio é morto,
nelle auto prese a rate dio é morto,
nei miti dell'estate dio é morto...
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato
con la fede,
nei miti eterni della patria o dell'eroe perché ormai è venuto il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudini e paura, una politica che é solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,
e un dio che é morto,
nei campi di sterminio dio é morto,
coi miti della razza dio é morto
cogli odi di partito dio é morto...
Ma penso
che questa mia generazione é preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore é per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio é risorto,
in ciò che noi vogliamo dio é risorto,
nel mondo che faremo dio é risorto...
Vedi cara
Vedi cara, é difficile a spiegare,
é difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
é che cambio un pó ogni giorno, é che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, é difficile spiegare,
é difficile capire se non hai capito già...
Auschwitz
Son morto con altri cento,
son morto ch'ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento...
Ad Auschwitz c'era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento,
adesso sono nel vento...
Il vecchio e il bambino
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...
L'immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d'intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...
i due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l'anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati...
La Locomotiva
Non so che viso avesse,
neppure come si chiamava
con che voce parlasse,
con quale voce poi cantava
quanti anni avesse visto allora,
di che colore i suoi capelli
ma nella fantasia ho l'immagine sua,
gli eroi son tutti giovani e belli
gli eroi son tutti giovani e belli
gli eroi son tutti giovani e belli...
L'avvelenata
Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
credete per questi 4 soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni...
Cyrano
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infileró la penna ben dentro al vostro orgoglio
Senti una canzone e ti ritrovi a viaggiare nel tempo rivivendo emozioni passate.
Come si suol dire il potere evocativo della musica.
10 Settembre 1979
Stadio di Firenze
Concerto di Patty Smith.
Anni belli e dannati quelli.
Avevo 20 anni e insieme ad altri amici andammo a Firenze per assistere al concerto facendo autostop.
In quegli anni era una prassi normale, era facile che la gente ti faceva salire in auto senza porsi troppi problemi.
Eravamo in 5 o 6 non mi ricordo con precisione, ma ricordo che fra noi c'era Sara, una ragazza dolce e sensibile per cui avevo avuto una cotta, non ricambiato.
Entrammo in stadio con una fiumana di altra gente, di tutti i tipi e di tutte le foggie.
Un miscuglio di ragazzi coi capelli lunghi, ragazze colorate, indiani metropolitani insieme ai duri e puri politicizzati, tutti in attesa di Patty Smith.
Ma per noi sarebbe stato un giorno diverso dagli altri.
Ricordo che salendo le scalinate in Sara notammo qualcosa di diverso dal solito.
Si muoveva barcollando e rispondeva alle domande in modo confuso, uno di noi gli disse "sembra che ti sei fatta." come facendo una battuta.
Io ricordo che dissi "Ma che stai a dí? Non è possibile."
Il Dio delle illusioni è un Dio beffardo quando non vuole farti vedere qualcosa, anche se è palese di fronte ai tuoi occhi, non te la fa vedere.
Lei ammise tranquillamente che si era fatta di eroina, che si faceva da qualche settimana e che non dovevamo preoccuparci perché poteva controllarlo. Un pugno nello stomaco avrebbe fatto meno effetto. Da quel momento la investimmo di parole per farle capire l'enormità di quello che aveva fatto, del rischio che correva se la dipendenza aumentava ma, così come non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere, così non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Le parole le scivolavano via ed era immersa nell'effetto dell'ero, noi impotenti cominciammo a discutere tra noi, forse per i sensi di colpa per non esserci accorti di nulla.
Ricordo che lei ad un certo punto ci disse una frase che mi colpí e mi scuote tuttora
"Non siate incazzati, vi prego".
Come potevamo essere incazzati con lei?
Dentro di noi sapevamo quello che sarebbe successo e io ne ero travolto pensando a lei. Il futuro a breve termine era già scritto. I tentativi di farla smettere non sarebbero valsi a niente e piano piano si sarebbe allontanata percorrendo una strada che l'avrebbe portata in luoghi, per la ragazza che era stata fino allora, impensabili.
In quegli anni l'eroina scorreva a fiumi e se non avevi solide radici bastava poco per esserne travolti.
Quanti della mia generazione si sono persi e non più ritrovati, molti di quelli che volevano cambiare il mondo ma a cui il mondo ha strappato l'anima di dosso.
A volte una canzone ti riporta indietro nel tempo, non è un bene non è un male;