sabato 3 dicembre 2022

Il mio vecchio amico Jack

Cercatore d'oro, pescatore di ostriche, lavandaio, corrispondente di guerra, pugile, attivista socialista, vagabondo e soprattutto un grande scrittore. 
Questo è Jack London. 
I suoi libri mi hanno accompagnato fin da ragazzo e hanno contribuito a fare di me ció che sono.
È uno dei pochi scrittori di cui ho letto quasi tutto e nel ripercorrere i mie passi non posso prescindere da lui.
Nelle sue pagine traspare un energia e una forza che ti risucchiano nelle sue storie, sia quelle realistiche come Martin Eden o quelle fantastiche come Il Vagabondo delle stelle.
Il mio primo libro letto è stato "Il richiamo della notte" della Feltrinelli, una raccolta di racconti di fantastoria e fantascienza come richiamava il sottotitolo. 
Da lì sono partito per un lungo viaggio che ha toccato tanti porti: Il richiamo della Foresta, Zanna bianca, Martin Eden, il Tallone di Ferro, il Vagabondo delle stelle, 
Ricordi di un bevitore (John Barleycorn), I Racconti dello Yukon e dei mari del sud, le Morti concentriche, il Popolo dell'abisso, la Strada. 
Martin Eden mi è entrato dentro ed è uno dei mie libri del cuore: in un prossimo post ne parlerò più dettagliatamente. 

"Preferirei essere cenere che polvere! 
Preferirei che la mia fiamma bruciasse in una vampa brillante piuttosto che venire ricoperto di muffa.
Preferirei essere un magnifico meteorite, con atomi che bruciano e si infiammano, piuttosto che un pianeta immobile e assopito. 
La natura dell'uomo è vivere, non esistere. 
Non ho intenzione di sprecare i miei giorni nel tentativo di prolungarsi, voglio viverli."

Ciao Jack.

mercoledì 30 novembre 2022

Un nuovo inizio? Può darsi

.           Silver Surfer di John Buscema

È passato molto tempo e forse è tornato il tempo di riaprire un dialogo soprattutto con me stesso.
Che cosa vuol essere questo blog?
Una raccolta di pensieri, di percorsi fatti e da fare, di libri, dischi e fumetti letti e amati, di frammenti del passato e di tutto ció che mi passa per la testa.
Il diario di un vagabondo che ha bisogno
di raccogliere le tessere che hanno composto la strada percorsa. 
Puó darsi che mi fermeró di nuovo
ma puó anche darsi che la strada intrapresa continui a interessarmi. 
E riallacciandomi alla poesia di Nazim Hikmet  pubblicata all'inizio del viaggio su questo blog :

Può darsi 

Può darsi che io
non arrivi
a un certo giorno,
può darsi
che penzolando a un capo del ponte
lascerò cadere la mia ombra sull'asfalto...
E può darsi
che, anche dopo
quel certo giorno,
io sia ancora In vita
irsuto di bianco pelo...
Se sarò vivo
dopo quel certo giorno,
appoggiandomi ai muri
per la periferia della città
suonerò il violino e canterò una canzone
ai vecchi, intorno a me,
che, come me, saranno
sopravvissuti all'ultima battaglia.
E dovunque volgerò l'occhio,
tutto sarà allegro, splendido,
e la sera stupenda,
e ascolterò il passo di gente nuova
che intona nuove canzoni.







mercoledì 29 febbraio 2012

Mani



 Io 
come un nuvola cupa minacciosa
trascinata da un vento ignoto, 
come una foglia secca 
che si stacca dall'albero
 e scivola giù fin dentro la terra,
 come un aquilone 
che dopo aver rotto il filo vola 
muovendo le sue ali di cartapesta,
giaccio
osservando un sole 
che illumina cosa già viste, 
innamorato di una luna
che annuncia nuovi intrecci, 
affamato di sapere e di vita 
ritrovati in un cassetto mai aperto,
inseguendo un ideale fantasma d'amore
in una bottiglia,
in un fiore rosso,
in sensazioni che si fermano un attimo 
e poi fuggono via
 
Io
in piedi
inchinato
incazzato

 con le mie mani che divengono pian piano più grandi
fino a ricoprire il cielo
per poter vedere attraverso di esse
l'immensità
di una piccola speranza.

                                                                  1982

martedì 27 settembre 2011

Ciao Sergio.

illustrazione di Roberto Diso


Ieri se n'è andato qualcuno che ho sempre considerato come un vecchio amico. 
Sono cresciuto con le sue storie
e quello che oggi io sono è dovuto anche a lui.
Un saluto doveroso ad un grande uomo, Sergio Bonelli.




mercoledì 11 maggio 2011

Adios, Carlos


Un saluto ad un grande autore di fumetti che ci ha lasciato, Carlos Trillo.

giovedì 31 marzo 2011

Gli auguri dell'innocenza di William Blake


Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
e un Paradiso in un fiore selvatico,
tenere l'Infinito nel palmo della mano
e l'Eternità in un'ora.