Sprazzi di memoria
Ricordi?
Il cielo tempestato di stelle
e tu immerso nel bianco;
la voce di tua madre che per l'ultima volta chiama il tuo nome;
l'attesa sulle scale di chi non sarebbe arrivata;
le lacrime inaspettate che ti davano speranza;
il primo sguardo su chi avrebbe acceso il tuo futuro;
il raggio di sole che invadeva la stanza illuminando tuo figlio che nasceva;
i piccoli e grandi desideri
che hanno cambiato le regole;
le piccole e grandi ferite
che hanno marchiato l'anima;
le piccole e grandi gioie
che hanno dissetato il cuore;
i si e i no
che hanno orientato il cammino.
Siamo ricolmi di sprazzi di memoria.
Nessuno
Il marchio scarlatto
inciso a fuoco vivo
nello spirito e nella carne
batte
sul tuo passo claudicante.
Parole velenose
si allargano nei ricordi
e sentenziano:
ti chiamano nessuno,
ti vogliono sconfitto.
Chi per egoismo,
chi per ignoranza,
chi per noncuranza,
ha imbrattato le tue ali
di fango e dubbi
spingendoti
lungo corridoi bui.
Per troppe volte ancora
riemergi con fatica
trattenuto in fondo
da parole e azioni
che sono come pietre,
mentre amori sani
e amori insani
ingaggiano lotte
nel tuo cuore.
Quanto vorresti
che la meraviglia
scacciasse via
la malaombra.
In un piccolo orto
Asseragliato
in questo piccolo orto
in cui ti sei infilato
ti sorprendi
a commiserarti,
come se non ne fossi tu
l'artefice.
Siamo giullari di noi stessi,
colmi d'illusioni e di giravolte
viaggiamo senza meta
cercando soluzioni
a problemi inventati.
Folli Scenziati
che giocano a fare Dio
e non vedono
al di là
del loro piccolo naso,
invischiati in una continua altalena
tra saggezza e idiozia.
Quale suprema ironia!
Bambino,
ragazzo,
uomo,
vecchio,
siamo un miscuglio di tentativi
che si aggrappano
a divinità friabili
e balbettano
di fronte all'ignoto.
Sempre asseragliati
nel nostro piccolo orto
ci illudiamo
di coglierne
Il senso.
P.C. 02/25