venerdì 21 agosto 2026

Sprazzi di memoria, Nessuno, In un piccolo orto


Sprazzi di memoria
Ricordi?
Il cielo tempestato di stelle
e tu immerso nel bianco;
la voce di tua madre che per l'ultima volta chiama il tuo nome;
l'attesa sulle scale di chi non sarebbe arrivata;
le lacrime inaspettate che ti davano speranza;
il primo sguardo su chi avrebbe acceso il tuo futuro;
il raggio di sole che invadeva la stanza illuminando tuo figlio che nasceva;
i piccoli e grandi desideri 
che hanno cambiato le regole;
le piccole e grandi ferite 
che hanno marchiato l'anima;
le piccole e grandi gioie 
che hanno dissetato il cuore;
i si e i no 
che hanno orientato il cammino.

Siamo ricolmi di sprazzi di memoria. 


Nessuno
Il marchio scarlatto
inciso a fuoco vivo
nello spirito e nella carne
batte 
sul tuo passo claudicante. 
Parole velenose
si allargano nei ricordi 
e sentenziano:
ti chiamano nessuno, 
ti vogliono sconfitto. 

Chi per egoismo, 
chi per ignoranza,
chi per noncuranza, 
ha imbrattato le tue ali
di fango e dubbi
spingendoti
lungo corridoi bui. 

Per troppe volte ancora
riemergi con fatica
trattenuto in fondo
da parole e azioni 
che sono come pietre, 
mentre amori sani 
e amori insani
ingaggiano lotte
nel tuo cuore. 

Quanto vorresti
che la meraviglia
scacciasse via
la malaombra. 


In un piccolo orto
Asseragliato
in questo piccolo orto
in cui ti sei infilato 
ti sorprendi
a commiserarti, 
come se non ne fossi tu
l'artefice.
Siamo giullari di noi stessi, 
colmi d'illusioni e di giravolte
viaggiamo senza meta
cercando soluzioni
a problemi inventati. 
Folli Scenziati
che giocano a fare Dio
e non vedono
al di là 
del loro piccolo naso, 
invischiati in una continua altalena
tra saggezza e idiozia. 
Quale suprema ironia! 
Bambino, 
ragazzo, 
uomo,
vecchio,
siamo un miscuglio di tentativi
che si aggrappano
a divinità friabili
e balbettano
di fronte all'ignoto. 
Sempre asseragliati
nel nostro piccolo orto
ci illudiamo
di coglierne
Il senso. 

P.C. 02/25

mercoledì 5 agosto 2026

Sussurri

Impressioni 26 di Wassily Kandinsky



Sussurri
Ho cercato parole
in un mondo di muti, 
ho rovistato
anelando suoni
in una terra sorda, 
e ho nuotato
in mari colorati
schivando
onde anomale. 

Lacrime silenti
hanno lasciato
scie di fuoco
e la mia anima
ha ululato
maledicendo Dio. 

Attraverso lo specchio
ho visto le danze 
che non ho mai ballato
deridermi, 
flettendo muscoli risibili
mi sono ancorato
per resistere
a questi tsunami
di sussurri inaspettati
che mi invadono, 
mi attraversano, 
mi trasmutano. 

E nel profondo dei miei occhi, 
mentre un soffio di consapevolezza
monda l'inutile, 
ho visto sbocciare fiori sconosciuti
che indicandomi la strada
battono il tempo
per insegnarmi a danzare. 

P.C. 02/25

sabato 25 luglio 2026

La medaglia


La medaglia
Viaggiatore nella terra dell'utopia, 
con lo zaino pieno di cioè e di se,
ho macchiato le mie mani
di arroganza. 

Indossando maschere di forza
ho passeggiato tra le rovine dei sogni, 
svicolando dall'abisso
per fortuito caso. 

Innalzandomi a Dio
ho indirizzato vite
senza capire
la folle inutilità del gesto. 

Siamo tutti padri inconsapevoli
di figli che abbiamo innaffiato
con errori o chimere, 
giocando partite a scacchi
essendo solo pedoni. 

Voli e cadute 
sono divisi da un flebile confine, 
basta così poco
e abisso e paradiso
si scambiano di posto. 

Che bizzarria è la vita. 
Basta una piccola parola, 
un piccolo gesto
e tutto cambia. 

Che barzelletta è la vita. 
Quando ridendo
comprendi
che il creatore e il distruttore
sono le facce
della stessa medaglia. 

P.C. 01/25

giovedì 16 luglio 2026

Solo



Solo
Per tempi immemori
ho percorso strade solitarie:
per compagnia
pensieri attorcigliati
e fogli di carta ripieni di parole.
Ho scalato immaginarie montagne
a mani nude, 
senza appigli per salvarmi;
lunghe camminate
con gli occhi che predavano, 
cercando sponde
che non vedevo. 
Per ogni bagno nel buio
scintille di luce mi si incollavano addosso:
nel tempo dei semi che crescono
la mia larva si nutriva di sogni. 

Solo, ho annusato. 

Solo, ho imparato.

Solo, ho mosso le mani
come se fossero ali. 

E nel tempo dei fiori che sbocciano
ho iniziato a volare.

P.C. 02/25