giovedì 21 maggio 2026
venerdì 15 maggio 2026
Salici piangenti, querce secolari
Salici piangienti, querce secolari
Appoggiato sul palco
il baule con i costumi di scena,
l'attore,
per una volta ancora,
lo apre.
Trucchi e maschere
saltano fuori,
sorrisi e sberleffi
insieme a lacrime disegnate
e urli camuffati.
Quanti ruoli e quanti spettacoli,
pieni di rumori e di colori,
alcuni strappano applausi,
altri sommersi da fischi.
Dipinto con colori di guerra
per battaglie mai combattute,
trasformato sotto pelli diverse
in parti che non avrebbe mai voluto.
Quante storie sensa senso recitate?
Quante terre visitate
senza aver mai veramente viaggiato?
Prigioniero di recite senza soggetto,
uno, nessuno e centomila,
invischiato in eterne pantomime,
tolte le maschere
ha perso chi è.
Dentro questo ballo scatenato
si affolano figli, padri, mariti, amici, ribelli, succubi, artisti, saltimbanchi, sognatori,
saggi, poeti, vigliacchi, eroi, affabulatori,
eremiti, innamorati, duri, morbidi, quaquaraqua, coraggiosi, pazienti, freddi, passionali, polli e aquile, santi e peccatori, salici piangenti e querce secolari.
Personaggi in cerca d'autore
persi dietro un autore
in continua,
perenne,
ricerca di personaggi.
Venghino,
signore e signori,
venghino.
Un nuovo spettacolo
va a incominciar!
P.C. 01/25
martedì 12 maggio 2026
giovedì 7 maggio 2026
Arcobaleno
Arcobaleno
Affamato di colori,
mordo l'azzurro per ritrovare il cielo,
azzanno il rosso per risvegliare il cuore,
succhio il verde per cingermi d'erba,
m'imbevo di giallo per inondarmi di sole,
m'imbratto di nero per annunciare la notte, m'innaffio d'argento per danzar con la luna.
Divoro colori su colori
affinché,
in me,
l'arcobaleno s'espanda.
P.C. 03/25
sabato 2 maggio 2026
Tra ombre, dimenticati sogni e spicchi di cielo
Ombre
Accade in giorni qualsiasi,
ti scende addosso
una cupa malinconia,
un sordo rumore
d'incrinatura,
uno spleen che s'affaccia
e ti scuote.
E non sai perchè,
e non sai cos'è.
Senti solo l'ombra
che avvolge,
l'ombra che chiama.
E tu,
senti solo d'esser
un'ombra che cammina.
Dimenticati sogni
Ho appoggiato l'orecchio a terra
per ascoltare il passo
che, con incedere lento,
si avvicina.
Sembra incerto,
claudicante,
come se ogni avanzare
fosse compiuto
con immane sforzo.
Mi sembra di conoscerlo,
ha un ritmo che smuove ricordi,
sento brusii
che mi titillano il cuore.
È come un vento lento
che racconta desideri,
dimenticati sogni,
lava che, placidamente, ribolle
nella lenta attesa
dell'eruzione.
Chi è? Cos'è?
È qualcosa che scava
per tornare in superficie,
per ritrovare la strada di casa,
per agguantare di nuovo
un alfabeto lasciato indietro.
È l'amore che urla
per esser liberato.
Spicchi di cielo
Sbarre,
maledette sbarre,
incise nella tua pelle,
avvinghiate ai tuoi pensieri.
Non hai alibi,
non hai fughe,
l'ora d'aria
si restringe sempre più.
Il circolo vizioso
vorticosamente gira
mentre tu
lasci indietro
pezzi di te.
Ogni piccolo passo avanti
annega nella palude
dei tuoi fallimenti,
sentendoti un Ulisse
senza nessun Itaca
dove tornare.
Troppo spesso
le tessere del tuo mosaico
vengono sparpagliate
da tempeste di parole,
e come la scimmietta
della saggezza
cerchi di non sentirle.
Eppure,
talvolta,
in mezzo a questa baraonda,
spicchi di cielo
si infilano
tra le sbarre
irrorandoti
di speranza.
P.C. 01/01/25
venerdì 1 maggio 2026
Concerti Vagabondi
Nella strada percorsa nel mio vagabondare
sono stato a concerti che mi hanno dato letizia, chi più chi meno, ma comunque letizia.
vari concerti del 1⁰ maggio.
La musica è una compagna immancabile
di una vita piena, e partecipare ai concerti
ascoltando gli artisti dal vivo ne arricchisce i colori.
Peccato per quei concerti di artisti che avrei voluto ascoltare ed ormai è troppo tardi per farlo perché non ci sono più.
Così è la vita.
giovedì 23 aprile 2026
Voglio
Voglio
Cosa vuoi?
Voglio Dio,
qui,
davanti a me,
che mi spieghi il perché.
Voglio la fiammella
che illumini il buio
e mi dia sapienza,
voglio il lento passo
del bradipo
che assimila i suoni,
voglio il respiro caldo
dell'amore appena colto,
voglio quella musica,
proprio quella musica,
che fecondi l'aria,
voglio centellinare le parole
per dire solo ciò che va detto,
voglio innaffiare il seme della ribellione
e sentire in me il soffio della rivoluzione,
voglio ritornare
dove non sono stato mai,
voglio imparare a surfare
tra imprevisti e probabilità,
voglio risentire,
anche se solo per una volta,
la voce di mia madre,
voglio perdere tutte le verità
che ho in tasca
per riabbracciare l'innocenza.
Cosa vuoi?
Voglio Dio,
qui,
davanti a me,
e anche se non esiste,
e anche se non mi spiega il perché,
dirgli grazie
per tutte le mie note stonate,
per tutte le mie note intonate.
P.C. 02/25
mercoledì 22 aprile 2026
I due Parker
Un cognome che unisce due personaggi dei comics a cui sono legato.
Uno è Peter Parker ovvero l'Uomo Ragno mi ha accompagnato negli anni della prima adolescenza e le sue storie del periodo d'oro di Stan Lee e John Romita
mi hanno regalato un piacere agli occhi e una curiosità per quest'adolescente poco più grande di me con tanti problemi e tanta responsabilità. Ho seguito con lui la storia d'amore con Gwen e ho sofferto con lui la sua tragica fine.
E ricordo con piacere quando in edicola compravo il fumetto appena uscito e la prima cosa che andavo a vedere era l'immagine della prossima uscita per scoprire i nuovi nemici.
Il Peter Parker di "Grandi poteri e grandi responsabilità."
L'altro è Ken Parker di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, l'ho cominciato a seguire dal suo primo numero nel 1977 e l'ho seguito in tutte le sue vicissitudini editoriali fino alla sua amara fine.
Uno spirito libero che percorre il West con grandi ideali e con un grande cuore, le sue storie hanno contribuito alla mia crescita accompagnandomi negli anni della mia gioventù insegnandomi tanto.
Due amici di carta con un cognome comune.
venerdì 17 aprile 2026
Lampi
Lampi
Stilla per stilla,
ne assorbi l'essenza,
ne gusti la fragranza,
dalla loro bellezza ti lasci inondare,
ne ascolti il canto,
te ne prendi cura.
E lentamente,
con amore,
da questi lampi
di illuminazione
ti lasci cullare.
P.C. 01/01/25
mercoledì 15 aprile 2026
Parole di Dario Fo
Dario Fo
Sangiano, 24/03/1926
Milano, 13/10/2016
Attore, drammaturgo, regista, scrittore, autore, pittore,scenografo, attivista e comico italiano.
Vincitore nel 1997 del Premio Nobel per la letteratura.
Il riso è sacro. Quando il bambino fa la prima risata è una festa.
L'Uomo senza idee, come diceva Voltaire,
è un imbecille.
La cultura non si può ottenere se non si conosce la propria storia.
In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un pó le teste.
Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere,interpretare verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.
mercoledì 8 aprile 2026
Tra Gioventù e Inchini
Gioventù
Mani inzuppate di ideologia
piene di speranze ed Illusioni,
figlie dei miei vent'anni
e delle mie passioni.
Voce tremolante
che diviene tonante,
amori inventati, amori assoluti,
sangue che ribolle, sangue che si ribella,
buchi assassini in pelle leopardata,
innanzi ai 4 fiumi il tuo destino
in occhi che sai amerai,
campanelli che suonano,
porte che si aprono,
porte che si chiudono,
fuoco che segna,
fuoco che insegna,
divisa che graffia tra spiriti e fumo,
confini che si attraversano
ma poi torni indietro
con la sconfitta in tasca
e un futuro vincente,
baci argentini e sesso senza libera uscita
con l'alcool in gola e prigione nel cuore,
grandi amicizie tra viaggi, parole e risate,
e giravolte con la donna dagli occhi diversi
tra i nostri corpi che si uniscono
ed esplodono,
le primi avvisaglie di malattie che annunciano temporali più devastanti,
l'amore agognato, l'amore acciuffato
che ti dà l'estasi e poi l'abbandono,
mentre s'ode nell'aria il cupo rimbombo della morte che arriva.
Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia...
Quanto può esser dolente gioventù.
P.C. 01/2025
Inchini
M'inchino,
allo scintillio
che m'invade
quando le mani accordo.
M'inchino,
al dubbio
che quando m'assale
dona libertà.
M'inchino,
alla passione
che svela
i miei misteri.
M'inchino,
al silenzio
che ripulisce
il mio cammino.
Mi inchino,
alla pazienza
che mi fa trattenere il respiro
finché la tempesta passi.
M'inchino,
all'empatia
che abbraccia
e scaccia l'indifferenza.
M'inchino,
ai miei amori
che indirizzano
la via.
M'inchino
ai no,
ai si,
ai perchè,
ai tanti ma,
ai tanti se,
e al tempo,
l'implacabile tempo,
che fa cadere le tue foglie
e le rinnova.
P. C. 01/2025
lunedì 6 aprile 2026
lunedì 30 marzo 2026
Io non sono un poeta
Io non sono un poeta
Io non sono un poeta
sono un pescatore di perle
o di pungenti spine,
affondo e risalgo
inseguendo le maree,
scivolo sugli scogli,
mi aggrappo per non cadere
e ogni tanto mi tuffo
dimentico del salvagente.
Io non sono un poeta
raccolgo parole
sospinte dal vento,
le prendo, le mastico
ne faccio tesoro,
a volte ne sento il tintinnio,
altre volte il rumore stridente.
Io non sono un poeta
annuso punti, virgole,
punti interrogativi o esclamativi,
cerco parentesi, pause,
giocando con lettere e segni
inseguo la scia degli arcobaleni.
Io non sono un poeta
ma un albero di pesco
con i suoi copiosi rami,
pieno di frutti
saporiti o acri,
maturi o marci,
alcuni pronti ad essere colti,
altri ancora acerbi,
troppi o troppo pochi
negli occhi di chi guarda,
come se tutto ciò avesse importanza.
Io non sono un poeta
vagabondo è il mio nome
cerco ristoro lungo strade insidiose
m'arrampico su invisibili nebbie
guardando dietro l'angolo,
alzo gli occhi al cielo
e vedo stelle che non esistono.
Io non sono un poeta
colleziono tatuaggi
ne ho di varie forme e colore
alcuni mi attraversano come fiumi di fuoco,
altri raccontano le vie dell'amore,
alcuni allegri come il sorriso di un bimbo,
altri strazianti
come sussurri di anime dolenti.
Bella e terribile
è la mia collezione di tatuaggi.
Io non sono un poeta
sono un uomo mascherato
che di esserlo sa,
scivolando sulle contraddizioni
mi spoglio o mi vesto,
senza remore,
e vago,
cercando un centro
dove tutto possa gravitare.
Io non sono un poeta
sono un musico da strapazzo
trovo note che non sapevo d'avere
la mia musica non ha confini
vola al di là del tempo
e dei ricordi
per tornare dove è sempre stata,
negli occhi del fanciullo
che non sono piú.
Io non sono un poeta
sono un eremita con la testa nel caos
anelo il silenzio
ma mi circordo di parole,
vorrei immergermi nell'infinito
ma la realtà bussa alla mia porta,
vorrei indossare ali variopinte
per perdermi nell'azzurro
ma le mie radici sono le pulsanti vene
che danno linfa al mio cuore.
Io non sono un poeta
m'imbevo di sogni,
li tiro, li allungo
li vado a cercare,
come in uno specchio distorto
ne seguo il percorso,
mi perdo,
e talvolta,
mi ritrovo.
Io non sono un poeta
poiché la poesia è ovunque,
poiché la poesia è in nessuna parte.
P.C. 06/2025
venerdì 27 marzo 2026
Nella mia biblioteca: Watchmen
Nella mia biblioteca: Fumetti
Watchmen
di Alan Moore e Dave Gibson
L'opera che ha dato uno sguardo nuovo
ai Comics con i supereroi
sabato 21 marzo 2026
Cosi
Così
Così curvo,
come giunco
da tempesta provato,
sfiora la terra
quasi carezzandola,
pare voglia baciarla
ma poi scappa via
senza strappi.
Così stanco
come mulo carico,
che lentamente cammina
con fardelli che si aggiungono
pieni di sfuggenti verità,
pare fermarsi
ma, inesorabilmente, va.
Così silente
come in un tempio
senza fedeli,
illuminato da un cero
che indica la via
ma, poco per volta,
si consuma.
Così affamato
di sapere e di vita,
come fuoco che si propaga
e allungando le sue spire cresce,
invade nuovi spazi
crea nuovi mondi.
Così fallace
come chi imbocca la strada
senza bussola,
con gli occhi chiusi al sentire
e la ricerca perde il senso
e tu perdi chi sei.
Così percosso e attonito
innanzi a queste terre insanguinate
da chi l'ascia brandisce,
nutrendo l'odio
e la complice indifferenza.
Così piccolo,
invisibile agli occhi
di chi occhi non ha,
come trasparente fantasma
con cuore latitante.
Così fragile
come ali di farfalla,
variopinti scenari
composti di polvere,
sogni imbevuti di fantasia
svaniti alla luce del sole.
Così funambolo
in questa vita
che tanto mi ha dato
e tanto mi ha tolto.
Così colmo
di disperata speranza.
P. C. 06/2025
martedì 17 marzo 2026
Everest
Everest
L'amaro sapore della verità
scende goccia a goccia
nei meandri
della mia consapevolezza.
Gli sbagli si affacciano
chiedendo conto,
le mie viltà mi deridono
schiaffeggiandomi.
Sprofondato nell'ovvio e nel banale,
le vette a cui aspiravo
si sono perse lungo la strada
tra i non posso e i non so.
Gli schizzi sulla tela
sono solo schizzi
perché l'arte si è appisolata,
attendendo un estro
poco innaffiato.
Dove sono i colori
che mi riempivano le tasche?
Dove sono gli oplà
che annunciano la meraviglia?
Il solco che l'aratro ha tracciato
è vuoto perché nuovi semi
tardano ad essere gettati.
Come si può volare
se le tue sono solo ali posticcie?
Come puoi scalare l'Everest
se non capisci che l'Everest da scalare
sei tu?
È tempo che giunga primavera,
è tempo che le tue rose fioriscano,
prima che l'ultima notte
bussi alla tua porta.
P. C. 01/25
domenica 15 marzo 2026
sabato 7 marzo 2026
Amata perduta gente mia
Amata perduta gente mia
Se dovessi rincontrarti,
chiunque tu sia,
amata e perduta gente mia,
mi riconosceresti?
Ti riconoscerei?
O ll tempo con i suoi strali
ha mutato lo sguardo,
ha cambiato il percorso?
Con quali occhi mi guarderai?
Con quali occhi ti guarderò?
Saremo giudici di chi eravamo
o abbiamo imparato a capire?
Eppure so,
che nel nostro segreto giardino,
mi riconoscerai,
ti riconoscerò.
P. C. 01/26
giovedì 5 marzo 2026
sabato 28 febbraio 2026
Lacrime
Lacrime
Lacrime,
scendono, creano strade,
sentieri dolorosi o ridenti,
scorrono
tra rughe e ferite,
tra domande e risposte
raccontano
con voce flebile o urlando.
Lacrime di mio padre,
con le sue grida silenti,
nel male che divora
e nella ricerca del perché,
con la rabbia che comanda,
con la rabbia che ferisce.
Lacrime di mia madre,
per me,
per non lasciarmi solo
insieme al fantasma
del suo amore infinito,
mentre il male, lentamente,
la divora.
Lacrime le mie,
dolenti e disperate
per la morte dell'ultimo gatto,
liberano quelle trattenute
che, come piena che travolge gli argini, esonda,
invadendo ovunque
mentre chiamo singhiozzando
gli scomparsi miei amati.
Lacrime di un amore Inseguito,
agognato,
che aprono porte che pensavi chiuse,
e rendono palese
quello che avevi sempre saputo,
anche se per un tempo
lungo solo un attimo.
Lacrime di coccodrillo,
di chi inseguendo se stesso
mi travolge
rendendo palese le menzogne
e le vere essenze
di questi amici mascherati,
dandomi una vita un po' più vera,
un po' più sola.
Lacrime d'amore,
con lo sguardo che affoga
negli occhi dell'altro,
nell'abbandono o nell'estasi,
pieno d'immenso o vuoto d'inferno.
Lacrime di gioia,
quando il vagito di mio figlio
dà una nuova meta,
imprigionandomi per sempre il cuore,
regalandomi battiti di futuro.
Lacrime di rimpianto,
per ciò che avrebbe potuto essere,
per i tanti sogni accantonati,
per i mondi che non hai saputo cogliere,
per i centomila te possibili
e per l'uno rimasto.
Lacrime ribelli,
arrivano all'improvviso,
ti fanno capire
anche se non eri pronto per capire,
e ti danno risposte
a domande che non sapevi d'avere.
Lacrime,
copiose o sottili,
che ti scavano nel cuore
o che ti ripuliscono,
che ti fanno maledire il cielo
o che ti premiano,
da incorniciare
o da schiacciare,
di sollievo,
di nostalgia,
di sconfitta,
d'empatia,
di paura,
di sorpresa
o di speranza.
Lacrime che sanno di vita.
P. C. 01/25
giovedì 26 febbraio 2026
La Tartaruga di Trilussa
La tartaruga
Mentre una notte se n'annava a spasso,
la vecchia tartaruga fece er passo
più lungo della gamba e cascò giù
co' la casa votata sottoinsù.
Un rospo jè strillò: Scema che sei!
Queste so' scappatelle
che costeno la pelle...
Lo so: rispose lei
ma, prima de morì vedo le stelle.
sabato 21 febbraio 2026
Nell'ombra l'incanto
Nell'ombra l'incanto
Come se all'improvviso
tutto si allineasse,
tutto andasse a posto
come punture di stelle
nel firmamento.
Come se nello spartito
le note si susseguissero
al ritmo giusto,
al momento esatto,
come l'estasi d'amore in sincronia.
Come se il corpo danzando
eseguisse quel perfetto movimento
che lo sublima opera d'arte,
come il disegno degli storni
in volo nel cielo di Roma.
Così m'acquieto all'ombra del sole calante
respirando l'incanto del mondo che muta.
P. C. 02/25
giovedì 19 febbraio 2026
Parole di Principe
Foto di Ugo Mulas
In tempo di crisi, gli intelligenti cercano soluzioni, gli imbecilli cercano colpevoli.
Il coraggio non mi manca,
è la paura che mi frega.
A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.
Di notte, quando sono a letto, nel buio della mia camera, sento due occhi che mi fissano, mi scrutano, mi interrogano, sono gli occhi della mia coscienza.
La felicità è fatta di attimi di dimenticanza.
In questa vita io ci vivo per sbaglio.
Buttati nella vita, prendila per quella che è!
Se è una follia, diventa folle anche tu!
Ridici sopra, canta, balla e, soprattutto, non dimenticare mai che il segreto è saperci stare dentro col sorriso.
La vita è fatta di cose vere e di cose supposte. Se le cose vere le mettiamo da parte, le supposte dove le mettiamo?
Anche il groviera ha I buchi, e non si lamenta.
Siamo uomini o caporali?
venerdì 13 febbraio 2026
L'arcobaleno
Arcobaleno
Affamato di colori,
mordo l'azzurro per ritrovare il cielo,
azzanno il rosso per risvegliare il cuore,
succhio il verde per cingermi d'erba,
m'imbevo di giallo per inondarmi di sole,
m'imbratto di nero per annunciare la notte, m'innaffio d'argento per danzar con la luna.
Divoro colori su colori
affinché,
in me,
l'arcobaleno s'espanda.
P. C. 01/25
mercoledì 11 febbraio 2026
Le mie amate Strip
Penauts di Schultz, Mafalda di Quino e Sturmtruppen di Bonvi sono due le serie di strip che più ho amato. I bambini di Schulz insieme con quelli di Quino e gli sgangherato soldati di Bonvi mi hanno aiutato a crescere attraverso la loro filosofia e li rileggo tuttora con piacere.
Sturmtruppen
di Bonvi
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