sabato 30 marzo 2024

C'era una volta: giochi da bambino


Ogni tanto torno indietro con la memoria a quando ero piccolo.
Dai 5 agli 11 anni circa vivevo a Roma vicino al Quadraro, più precisamente al Travertino, in una strada isolata che la rendeva un paesello dove tutti ci conoscevamo; li, in una terra che era della famiglia di mia nonna (poi espropriata dal comune, ma questa è un altra storia), sono cresciuto con i miei fratelli e con i miei cugini e ricordo i giochi che facevamo per strada, alcuni dei quali ormai persi nel passato.

Il gioco della Nizza (o in italiano lippa) che consisteva nel prendere un manico di scopa o qualsiasi bastone di legno e tagliarne una parte di una decina di centimetri aguzzandone le estremità, mentre la parte restante, almeno una quarantina di centimetri, si usava come mazza. Con la parte più lunga (la mazza) si colpiva una delle due punte della Nizza, appoggiata a terra, per farla saltare e una volta a mezz'aria si cercava di colpirla, vinceva chi riusciva a farla andare il più lontano possibile.

Palla prigioniera: si formavano 2 squadre di pari giocatori, il campo da gioco si divideva da una riga in due parte uguali. Nella zona dietro ad ogni metà campo si creava un'altra zona che diveniva la prigione.
Obiettivo di ogni squadra era colpire con la palla ogni avversario per renderlo prigioniero, il giocatore colpito veniva catturato e portato nella prigione del proprio campo. Poteva essere liberato solamente se i giocatori della propria squadra riuscivano a lanciargli il pallone durante il loro turno e lui riusciva a prenderlo. Se un giocatore avversario riusciva a prendere al volo la palla il lanciatore veniva catturato. Il gioco finiva quando tutti i giocatori di una squadra venivano catturati.

Acchiapparella (Mondo, Pizzico trentuno)
Corrersi appresso per poi prendersi questa è Acchiapparella, nella versione Mondo si facevano un cerchio di gesso per ogni giocatore tranne per uno che diventava colui che doveva acchiappare, ogni cerchio era la base in cui il giocatore che scappava poteva rifugiarsi e salvarsi dalla cattura, se uno dei giocatori fuori dal proprio mondo veniva toccato il "toccato re" ne prendeva il posto. Le regole di Pizzico trentuno invece consistevano nel toccarsi uno con l'altro contando, chi prendeva il 31 era eliminato, per cui si cominciava a scappare verso il 28/29 per non farsi prendere. Ci si poteva rifugiare su ogni cosa che era  in alto da terra, uno scalino, un masso ecc. e li non si poteva essere toccati.  

I Quattro cantoni
Si giocava ai quattro cantoni avendo 4 punti equidistanti  diversi metri fra loro (alberi se c'erano, angoli di strada ecc.) in cui si posizionavano 4 giocatori, al centro di questo ipotetico quadrato si trovava un quinto giocatore. I 4 giocatori dovevano scambiarsi di posto correndo mentre il 5 giocatore doveva cercare di arrivare nel cantone che si liberava prima che un bambino l'occupasse. Ovviamente se ci riusciva chi rimaneva senza posto andava al centro e si continuava. 

La conta per scegliere a chi toccava essere colui che cercava, o chi inseguiva gli altri o chi era al centro del gioco, era o facendo ognuno un numero con una mano e poi tirando la somma iniziando a contare dal più piccolo d'età oppure con qualche filastrocca. 

Vengo da Gerusalemme senza ride e senza piagne
Si creavano due file di bambini che formavano un corridoio. All'inizio del corridoio un bambino, scelto con la conta, iniziava a camminare. Gli altri, mentre lui ripeteva continuamente "io vengo da Gerusalemme senza ride e senza piagne", dovevano cercare di farlo ridere facendo smorfie divertenti o qualsiasi altra cosa, se ci riuscivano il bambino ricominciava da capo. Se arrivava alla fine del corridoio senza ridere era salvo e toccava ad un altro. 

E poi tanti altri che probabilmente venivano da lontano e in qualche modo sono arrivati anche ai bambini di oggi che ci giocano ancora:
Giochi con i tappi o con le biglie o con le figurine, Campana, Mosca cieca, Tiro alla fune, Nascondino, Ruba bandiera, Schiaffo del soldato, Unduetrestella. 

lunedì 25 marzo 2024

L'ancora


L'ancora
Allorché 
la polvere del tempo
cancellerà le tue orme, 
solo l'eco delle tue parole,
dei tuoi segni, 
ti daranno
la vittoria
sulla morte. 
I ricordi
imprigionano, 
ma danno anche salvezza. 
Sono l'ancora
su cui 
l'immortalità 
prospera.
01/2024

venerdì 22 marzo 2024

Il vagabondo delle stelle di Jack London

Darrell Standing, detenuto in attesa di essere giustiziato, viaggia con la mente attraverso il tempo rivivendo le sue reincarnazioni precedenti. 


Ho sempre avuto, nel corso della mia intera esistenza, la netta sensazione di aver vissuto in altri tempi e in altri luoghi, di avere addirittura ospitato in me altre persone. Ma credimi, lo stesso vale anche per te che leggerai queste righe: torna con la mente alla tua fanciullezza, e vivrai come tua l'esperienza di cui parlo.
Eri, allora, qualcosa di instabile, non ancora cristallizzato, malleabile, eri un'anima in mutamento, una coscienza e un'identità che si andavano formando, proprio così, e che nel formarsi apprendevano anche a dimenticare.
Hai dimenticato molto, caro lettore, eppure, nel leggere queste pagine ti si parleranno davanti, confuse e indistinte, visioni di altri tempi, di altri luoghi su cui si soffermó il tuo sguardo di bambino e che oggi ti sembrano sogni. E tuttavia, ammesso che fossero sogni, da dove traevano la loro sostanza?
I sogni sono un fantastico impasto di cose a noi note, è dalle nostre esperienze che traggono il loro contenuto.
Quand'eri piccolo, hai sognato di cadere da grandi altezze, di volare come fanno le fregature alte, di essere atterrito da ragni strisciati o da essere viscidi, forniti di zampe innumerevoli.
Nei tuoi incubi hai udito voci e scorto volti estranei e familiari al tempo stesso, hai sognato albe e tramonti che ora, se ci ripensi, ti appaiono ignoti.
Ebbene, queste visioni infantili erano segni di altri mondi, di altre vite, di cose che nella vita reale, in questo mondo reale, non avevi mai visto.
Da dove venivano, allora? Da altre vite, da altri mondi? Forse, quando sarai giunto in fondo al mio racconto, troverai risposta a queste domande, che ti sarai poste prima ancora di prendere in mano questo libro. 

sabato 16 marzo 2024

lieve l'animo mio

Lieve l'animo mio
Lieve
l'animo mio, 
nel lento sciabordio delle onde,
nella musica dello zefiro tra le fronde, 
nel passo di chi nel cuor m'alberga, 
nell'ammirar parole e fatti che s'intonano,
nell'assorbir del viver la bellezza, 
nel togliere l'armatura scintillante dell'umana ipocrisia.
02/2024

martedì 12 marzo 2024

I diari: Linus, Jacovitt e co.

Alle scuole elementari, alle medie e ai primi anni delle superiori nel mio zainetto c'era sempre il diario, una compagnia essenziale in quegli anni.
Già da allora ciò che cercavo di più erano
i diari dei personaggi a fumetti. 
Eccone una carellata:

venerdì 8 marzo 2024

parole d'artista

Ritratto di Michelangelo 
attribuito a Daniele da Volterra

Michelangelo Buonarroti
"Tu vedi un blocco, pensa all'immagine:
l'immagine è dentro, basta soltanto spogliarla."

"La forza della volontà annega nella forza del destino."



autoritratto

Leonardo da Vinci
"Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare."

"Gli uomini di genio a volte realizzano di più quando lavorano di meno, perché stanno pensando invenzioni e formando nelle loro menti l'idea perfetta che successivamente esprimono con le loro mani."

"Raro cade chi ben cammina." 


Ritratto di Caravaggio 
di Ottavio Leoni

Michelangelo Merisi, il Caravaggio
"Quando non c'è energia, non c'è colore, non c'è forma, non c'è vita."


Il pittore Goya di Lopez Portana

Francisco Goya
"Il sonno della ragione genera mostri."


autoritratto

Vincent Van Gogh
"Se oggi non valgo nulla, non varró nulla nemmeno domani. Ma se domani scoprono in me dei valori, vuole dire che li posseggo anche oggi. Poiché il grano è grano, anche se la gente dapprima lo prende per erba." 

venerdì 1 marzo 2024

Nato dal fango

Nato dal fango

Ho sentito
l'urlo di Dio. 
Mi ha lacerato. 
"È questo l'uomo?" 
Ho pianto
della sua impotenza,
sorriso
del suo stupore. 
01/2024